Lazzarin, ‘Scrittore per strada’</br> Un’avventura on the road

Lazzarin, ‘Scrittore per strada’
Un’avventura on the road

Intervista all’autore di tautogrammi e de “Il drago non si droga” che si promuove percorrendo l’Italia con la sua Olivetti.

Walter Lazzarin, classe ’82, originario di Padova è laureato in economia aziendale e in filosofia. Da quattro anni insegna storia e filosofia ma come tanti giovani vive la scuola da precario. La sua vera passione però è la scrittura: ha all’attivo ben tre romanzi (“ A volte un bacio”, “21 Lettere d’amore” e “Il drago non si droga”) e gestisce un blog , “Scrittore per strada”. Come dice il titolo, infatti, Walter ha imbracciato la sua macchina da scrivere Olivetti e le copie della sua ultima opera e nell’ottobre 2015 ha iniziato a girare le piazze, i vicoli e le strade delle città italiane per promuoverla. Il moderno menestrello avvicina i passanti incuriositi dal quel frenetico battere sui tasti omaggiandoli con dei tautogrammi, brevi componimenti composti da parole che iniziano tutte con la stessa lettera.

Colpiti dalla sua geniale e faticosa impresa lo abbiamo intervistato per scoprire qualcosa di più sulla sua esperienza, i suoi tautogrammi e  su “Il drago non si droga”.

Sei laureato in Economia aziendale e in Filosofia. La scelta più “utile”, parlando in termini di profitto, sarebbe dovuta essere quella di proseguire la prima strada: perché invece hai preferito deviare e insegnare storia e filosofia?

“Perché il significato di ‘utile’ è spesso frainteso. Utile è ciò che porta benessere, e non c’è niente di più utile del piacere, dello stare bene. Per questo leggere è utile, e per questo ho scelto di fare Filosofia”.

Da cosa è dipesa la tua scelta di fare un salto nel passato e girovagare per le piazze italiane con una macchina da scrivere anziché seguire i tradizionali canali di promozione editoriale?

“In seguito alle mie esperienze nelle fiere della piccola e media editoria, ho visto che le persone sono molto più invogliate a comprare il libro se hanno la possibilità di conoscere l’autore, di fargli domande, di testarlo. Per la strada la gente è incuriosita dalla mia macchina e mi chiede cosa faccio e, appunto, mi conosce. In pochi mesi ho triplicato le vendite rispetto ai miei primi libri e sono appena a metà del tour”

Come mai hai scelto la forma del tautogramma?

“Perché penso di essere molto bravo a scriverli. (scusate, ma è l’unica cosa in cui penso di potermi permettere di sbrodolare)”.

 lazzarinQual è la trama al centro de “Il drago non si droga”?

“Estate 1990. Giacomo ha quasi otto anni, è arrabbiato con la mamma e decide di scappare di casa insieme al drago di peluche. Non ha paura di scoprire cosa succede di notte nei giardini pubblici, non ha paura dei drogati che incontra, non lo spaventa neppure che uno di loro conosca il suo nome e la data di nascita. La mamma di Giacomo, invece, si spaventa parecchio quando si sveglia e si accorge che il figlio a casa non c’è. Tra pianti e risate, fughe e inseguimenti, i protagonisti di questa storia (compreso il drago) capiranno qual è il sapore della libertà”. 

Durante il tuo percorso sei giunto anche a Catania, hai qualche simpatico aneddoto da raccontarci?

“Uno? Ne avrei a bizzeffe; la via Etnea è popolata da una serie di personaggi che mi tenevano compagnia, alcuni straccioni e dal sorriso alcolico, altri anziani e poeti in cerca di editore. Una signora dell’est Europa mi ha fatto scrivere un biglietto di ringraziamenti, un ragazzo del Pakistan mi ha fatto compilare il suo permesso di soggiorno. Molti giovani si sono seduti accanto a me per raccontarmi di quanto è difficile trovare lavoro in Sicilia, altri mi hanno chiesto: Ma non ti pare un progetto presuntuoso il tuo? Catania, confesso, mi è rimasta nel cuore. (ci tornerò tra metà e fine luglio)”.

Concluso il tuo viaggio, hai già un nuovo progetto in cantiere?

“Ho cinque romanzi inediti già finiti. E un secondo progetto itinerante in testa. Ma non so cosa farò”.

Infine un regalo: ti piacerebbe dedicare un tautogramma ai “leali lettori di LeiSi”?

“Lusinghi lettori leali, lodi le leggiadre lettrici. LeiSi: libidinosamente leggibile”.

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