Visite guidate nel Comune </br> Palermo animata da Salvo Piparo

Visite guidate nel Comune
Palermo animata da Salvo Piparo

I cittadini riscoprono Palazzo delle Aquile tra cultura antica e comicità.

‘Terradamare’, cooperativa turistica palermitana che organizza eventi volti alla riscoperta del territorio, ha concluso con grande successo l’ultima delle quattro giornate dedicate alla valorizzazione del Palazzo delle Aquile. Ricco di storia e di curiosità, la sede del Consiglio Comunale ha accolto più di cinquanta persone desiderose di conoscerne i dettagli. Così si scopre che l’attuale palazzo, così come lo conosciamo, è un’evoluzione voluta dall’architetto Damiani Almeyda, capace di dare un’integrazione alle varie strutture che, dal ‘300 all’800, continuavano ad essere costruite una accanto all’altra senza un filo conduttore. Le statue dell’atrio rappresentano l’alleanza fra Roma e Palermo, seppur nascano come effigie funeraria rinvenuta dalla tomba di due coniugi. E ancora, salendo le scale che portano al primo piano, si scorge sulla sinistra il Genio di Palermo, che con il suo corpo da giovane e viso anziano, rappresentava il lato pagano della città.P1010086

Alla visita guidata si affianca il cunto di Salvo Piparo. Forse ultimo detentore di un teatro-poesia squisitamente siciliano, Piparo passa agilmente dalla linguistica del dialetto alla nostra storia, sottolineando l’importanza che né uno né l’altro vengano dimenticati. Sottolinea con ironia quanto spesso si identifichi il dialetto con la volgarità, quando invece è la nostra lingua la vera madre patria in cui ogni siciliano si riconosce. A partire dai quartieri: si scopre che Falsomiele viene così chiamato perché, un tempo, era zona di coltivazione di canne da zucchero, sì dolci ma non come il miele. Passo di rigano conserva ancora oggi parte della sua motivazione: la coltivazione dell’origano. E ancora, l’Ucciardone era, un tempo, zona di coltivazione dei cardi con le spine – ‘chardon’, in francese. Storie purtroppo dimenticate, e rese da Piparo, Costanza Licata e Rosemary Enea un racconto popolare destinato a rimanere impresso.

La sala delle lapidi arriva con il racconto di Garibaldi. Colui che, a Palermo, pare aver dormito ovunque, a detta di Piparo, “puru a me casa. I mille battagliavano, e iddu rurmìa”. Fanfarone e ‘fimminaru’, Garibaldi passò da Palermo e si fermò con la sua prima battaglia al Ponte Ammiraglio, tanto da rinominare la strada Corso dei Mille. Eppure, il suo destino è stato infausto, quantomeno in quelle città dove via Garibaldi incrocia via Cavour. Un paradosso.

Lascia un commento

*