‘Viaggiatrici straniere in Sicilia’ </br> Mostra al Grand Hotel delle Palme

‘Viaggiatrici straniere in Sicilia’
Mostra al Grand Hotel delle Palme

Un’ esposizione in cui le protagoniste sono le donne che hanno visitato la Sicilia nei secoli.

E’ stato detto da Goethe: “Monte Pellegrino è il più bello di tutti i promontori del mondo”, mentre Dominique Vivant Denon affermava: “tutto ciò che la natura ha di grande, tutto ciò che ha di piacevole, tutto ciò che ha di terribile, si può paragonare all’Etna,  queste sono solo alcune tra le tante lusinghevoli considerazioni che i viaggiatori aristocratici, quelli che per completare la propria istruzione intraprendevano lunghi viaggi per l’Europa, il così detto Gran Tour, ci hanno lasciato con le loro opere, resoconti più o meno dettagliati del viaggio intrapreso che, come una moderna tesi di laurea, arrivava alle stampe, incuriosendo e affascinando altrettanti possibili viaggiatori.

locandina MARZO calabrese definitiva La mostra “Viaggiatrici straniere in Sicilia, tra settecento e novecento”, andata in scena al Grand Hotel delle Palme di Palermo nei giorni 14 e 15 marzo, ha rivelato una realtà diversa: non era infatti solo appannaggio maschile la chance d’andare alla scoperta del mondo, bensì, sorprendentemente, anche femminile. Curata dal Sig. Damiano Calabrese, questa mostra dentro la mostra, si colloca infatti, all’interno dell’esposizione “Amor Librorum”, si compone di 24 libri, scritti in un arco di tempo di 159 anni, dalla penna di altrettante donne le quali, spinte da interessi di carattere scientifico- naturalistico o semplicemente dal desiderio di conoscenza e di evasione dalla routine della madrepatria, hanno intrapreso, la maggior parte delle volte ‘in solitaria’, il viaggio di scoperta che le ha portate sulla nostra Isola.

 

 

 

OLYMPUS DIGITAL CAMERAOgnuna di esse ha filtrato attraverso il proprio modo di vedere e sentire la realtà sicula del tempo, ognuna di esse ne è rimasta colpita: “L’Etna…qui tutto ride allo sguardo, che spingendosi a destra e sinistra, dall’alto al basso, ed all’animata natura d’intorno, ha di che nutrire l’anima dello spettatore”, scriveva la giovane biologa marina francese Giovanna Villepreux-Power. “Le donne palermitane sono assai belle, indossano i più stupendi colori… i pescatori siciliani erano adatti a fare da modelli per uno scultore e sarebbe difficile trovare corpi più belli in qualsiasi posto”, giudizio tecnico, quest’ultimo, della pittrice Marianne North o ancora: “Sicuramente Palermo è la città più rumorosa del mondo. I tram sferragliano, suonatori di clacson avvisano continuamente pedoni” rilevava la scrittrice americana Nevill Jackson E. nel 1925 , 90 anni dopo, constatiamo che in questo senso,  nulla è cambiato.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAMaud Howe e Eliza Putnam Heaton, scrittrice una e giornalista l’altra, entrambe americane,  si sono distinte inoltre per il loro valore civico: la prima nell’organizzazione di aiuti umanitari per le popolazioni colpite dal terremoto agli inizi del ‘900, la seconda come interprete, avendo studiato a lungo il dialetto, tra contadini e ufficiali italiani del Nord venuti in soccorso dei terremotati messinesi.

Pittrici, biologhe marine, aristocratiche, scrittrici, giornaliste, tutte donne dotate di spirito d’avventura e sotteso desiderio di riscatto e libertà, attraverso la sensibilità, tutta femminile, ci hanno sicuramente lasciato una gemma preziosa da aggiungere al tesoro culturale che la nostra isola non sempre ricorda di custodire.

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