“La Caponata di Fulvio” </br> Presentata a Villa Boscogrande

“La Caponata di Fulvio”
Presentata a Villa Boscogrande

Lo chef Fulvio Papagallo propone la versione gourmet di una ricetta della tradizione siciliana.

PALERMO – Durante un cocktail aperitivo nel pomeriggio del 25 gennaio, è stata presentata, all’interno di Villa Boscogrande a Palermo, la “Caponata di Fulvio”. Lo chef Fulvio Papagallo ha rivisitato una ricetta ancorata da secoli nella tradizione culinaria siciliana offrendone una versione personale adatta alla commercializzazione. L’evento è frutto della collaborazione tra il locale ospitante e il giornale online di enogastronomia sceltedigusto.it

Una location regale

Una folla composta di ospiti si è aggirata tra le meravigliose pareti affrescate di Villa Boscogrande non hanno fatto semplicemente da cornice alla serata ma hanno contribuito ad esaltare la regina della serata: la caponata. La facciata imponente nella sua sobrietà e l’eleganza degli interni hanno accompagnato verso la bellezza i pochi fortunati palermitani che sono riusciti a far parte di questo evento esclusivo.

Bello ma anche buono

Grandi tavolate sono state imbandite con prodotti tipici dello street food e del finger food palermitano, per rendere omaggio ad una ricetta tradizionale che è stata rivisitata in chiave gourmet dallo chef agrigentino. “Generalmente la caponata non è un piatto bello a vedersi – commenta Papagallo – ma è una ricetta che mi è stata richiesta spesso per la sua bontà, anche all’estero, per questo ho voluto darle risalto con una personale rivisitazione”.

La caponata di Fulvio

Chef Papagallo ha voluto dare il suo nome a questa ricetta alla quale lavora da oltre quindi anni. “Ho scelto la caponata – dice – perché è un piatto che può rappresentare appieno a la sicilianità, ogni suo ingrediente evoca la nostra terra. In estate ne uscirà una nuova versione che conterrà un presidio Slow Food, la cipolla paglina di Catrofilippo e la ricetta acquisterà un nuovo gusto”.

Il tocco gourmet

A rendere la caponata di Fulvio una vera eccellenza è l’aggiunta del pesce spada affumicato. “La trattazione di questo prodotto ha richiesto procedimenti particolari – spiega Papagallo – e io sono un tipo molto preciso, per cui ho lavorato tanto con lo stabilimento produttivo, perché non venisse alterata la mia ricetta”. A questo punto è stato necessario dosare al meglio gli ingredienti per non disturbare l’armonia generale di un piatto di per sé molto ricco, ne è venuta fuori una versione dal gusto deciso ma che ha appagato i palati dei più. “Poco pomodoro per non coprire gli altri sapori – precisa lo chef – e pesce spada saltato soltanto con un poco di olio extravergine d’oliva, la genuinità di zucchero e aceto e un delicato processo di pastorizzazione per la conservazione”.

Il successo della ricetta

Gli ospiti dell’evento hanno mostrato di aver gradito la versione della caponata proposta da Fulvio Papagallo. “Molti sono passati a complimentarsi e questo mi fa molto piacere ma il banco di prova più difficile – scherza lo chef – è stata mia moglie. Lei in genere non ama la caponata ma quando ha assaggiato la mia, l’ha gradita molto”.

Una cucina semplice e tradizionale

Fulvio Papagallo si ispira molto al metodo di Gualtiero Marchesi, un grande maestro della cucina scomparso da poco. “Secondo Marchesi, il piatto perfetto non contiene più di tre ingredienti – spiega lo chef agrigentino – ed io scelgo accuratamente i miei per esaltarli nelle ricette che propongo. Cerco sempre di esportare i sapori della mia terra per contribuire a diffondere le bellezze della Sicilia, che non ha solo quegli aspetti negativi per i quali, purtroppo, siamo riconosciuti all’estero”.

Chef Papagallo sta già pensando ad una ricetta che abbia come ingrediente principale il vino, un nero d’Avola per l’esattezza, ancora una volta un prodotto tipico della Sicilia. Ma questa è un’altra storia e dobbiamo aspettare per raccontarla.

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