Storia dell’abito da sposa </br> Viaggio nel tempo con Flavia Pinello

Storia dell’abito da sposa
Viaggio nel tempo con Flavia Pinello

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Scopriamo come si è evoluto negli anni l’abito più desiderato da ogni donna.

Gli odierni abiti da sposa li conosciamo tutti: in pizzo, in tulle, corto o lungo. Ma, in origine, com’ erano le vesti nuziali? Ne abbiamo parlato con la stilista Flavia Pinello.

La stilista Flavia Pinello.

La stilista Flavia Pinello.

“Quasi tutte le spose che ho incontrato nella mia carriera hanno sempre desiderato un abito bianco. Pochi sanno però che l’abito dellenozze non è sempre stato bianco. La storia del costume sottolinea infatti l’importanza simbolica del vestito nuziale, che nasce proprio perché era, come oggi, un abito con dei significati e delle simbologie ben precise e fin dall’antichità era indice di potere economico e prestigio familiare della futura consorte. Nella Roma arcaica il matrimonio serviva ad ottenere una promozione sociale: spesso l’unione dei futuri sposi era combinata fin dall’età infantile, per assicurare vantaggiosi legami familiari ed economici.

Le spose romane erano solite portare una tunica bianca donata dai genitori, stretta da un nodo, detto d’Ercole, che poteva essere sciolto soltanto dallo sposo.  Sui capelli, pettinati con sei trecce in onore delle vergini vestali, si posava una corona formata da gigli, grano, rosmarino e mirto, simboli di purezza, fertilità, virilità maschile e lunga vita. Il velo di garza rosso o colore giallo zafferano, veniva tolto solo il giorno dopo la consumazione del matrimonio, e simboleggiava invece il fuoco di Vesta, dea protettrice del focolare domestico. In età longobarda gli abiti erano di lananeri ricamati o di stoffe in broccato rosso e oro ed erano coperti da mantelli rossi”.

Il rosso dunque era il colore maggiormente utilizzato dalle spose ed indicava la novità che la sposa portava all’ interno della nuova famiglia.

Una copia dell'abito indossato da Grace Kelly nel 1956.

Una copia dell’abito indossato da Grace Kelly nel 1956.

 

“Nel medioevo, oltre il bianco e il rosso, viene introdotto anche il turchese che indicava il velo della Madonna. Dobbiamo aspettare il matrimonio della principessa Filippa ed Eric di Danimarca per vedere il primo abito bianco. Lo strascico invece compare solo nel sedicesimo secolo e la sua lunghezza identificava l’appartenenza sociale. Le maniche degli abiti nuziali divengono l’elemento distintivo delle varie spose: alcune presentavano sontuosi ricami, altre addirittura riportavano pietre preziose incastonate. Potevano facilmente essere staccate dall’ abito in età rinascimentale. Le scollature erano invece assolutamente bandite. Unica eccezione viene rappresentata da Maria de’Medici che destò scandalo con un vestito a spalle scoperte”.

Nel periodo della rivoluzione francese che il colore bianco si impone con forza.

“Il Novecento, caratterizzato dalle guerre mondiali, porta all’ essenzialità dei costumi: le gonne dei vestiti da sposa si accorciano e non esistono elementi decorativi. Gli abiti si noleggiano o vengono prestati da altre famiglie. Molte spose indossano un tailleur, che poi diventerà vestito da festa. Le crocerossine addirittura si sposano con gli abiti da lavoro, naturalmente bianchi”.

Un abito moderno ispirato allo stile degli anni '50.

Un abito moderno ispirato allo stile degli anni ’50.

 

L’abito da sposa, come lo intendiamo oggi, si afferma negli anni trenta. Bianco, lungo, con il velo e un bouquet di fiori. Oggi la tradizione dell’abito bianco è ancora vivissima, ma ci sono molte proposte diverse e colori particolari.

“Attualmente l’abito nuziale incorpora invece tradizione, lusso e stile – ha concluso – le linee dei modelli sono varie e capaci di adattarsi ad ogni personalità. Il tipico vestito bianco è stato superato da una serie di nuances e colori. Che l’abito sia dunque bianco, avorio, ecrù o addirittura nero, poco importa; ciò che conta è che esso veste ancora oggi i sogni di ogni singola sposa”.

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