Split, Thriller psicologico </br> Recensione e spiegazione

Split, Thriller psicologico
Recensione e spiegazione

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Ritmo crescente e luoghi claustrofobici per un finale a sorpresa che vi spieghiamo.

Scritto e diretto da M. Night Shyamalan, interpretato da un magistrale James McAvoy da Anya Taylor-Joy, Jessica Sula, Haley Lu Richardson e Betty Buckley, Split è un thriller che mostra gli angoli più reconditi della mente umana. In questo caso di una mente malata affetta da Disturbo Dissociativo d’Identità.

Casey.

Casey.

Tre adolescenti, Claire Marcia e Casey vengono rapite da “Dennis”, una delle 23 identità che abitano il corpo del giovane Kevin Wendell Crumb. Kevin le rinchiude in una cantina e mostra sin da subito la propria natura quando si mostrerà vestito da donna nei panni di “Patricia”, un’identità femminile. “Dennis” soffre di disturbo ossessivo compulsivo, è violento e adora guardare giovani ragazze che ballano nude. Kevin, che da piccolo ha subito numerosi abusi da parte della madre, è in cura da tanti anni dalla dott.ssa Fletcher, convinta che il disturbo da cui è affetto possa portare profondi cambiamenti fisiologici con il cambio di personalità. Kevin tuttavia sembra stabile e innocuo da diverso tempo, ossia da quando la sua identità “Barry”, un giovane omosessuale appassionato di moda, ha preso il controllo del suo corpo. Ma non è così.

"Hedwig".

“Hedwig”.

Ben presto si scopre che la mente di Kevin è come una grande stanza buia in cui tutte e 23 le personalità attendono sedute che “la luce” le illumini facendole manifestare. Per anni è stato “Barry” a decidere chi dovesse prendere il controllo di volta in volta, tenendo esiliate le identità “Dennis” e “Patricia”. Adesso invece sono proprio queste due personalità ad essere diventate dominanti con “Dennis” che, nelle sedute di psicoterapia, finge di essere l’innocuo “Barry”. Ma la dott.ssa se ne accorge ben presto e inizia a fiutare qualcosa allertata da diverse mail notturne con richieste d’aiuto che le verranno inviate proprio da “Barry”.

Le tre ragazze si renderanno conto del disturbo di Kevin e proveranno a fuggire venendo, però, di volta in volta ritrovate e separate l’una dall’altra. Casey, che sin da piccola ha subito abusi dallo zio con il quale vive ancora, prova invece con un’altra strategia: simpatizzare con una delle 23 identità, il piccolo Hedwig. Il bambino di nove anni rivela sin da subito che le ragazze saranno sacrificate ad una fantomatica “bestia”, nome che viene più volte ripreso nel corso della pellicola attendendone l’arrivo.

"Patricia".

“Patricia”.

Negli ultimi minuti, quando ormai la recita di “Dennis” sarà messa a nudo, la dott.ssa si recherà nell’abitazione di Kevin rendendosi conto che è stato proprio lui ad aver rapito le tre ragazze. A questo punto arriva “la bestia” che si scopre essere la 24esima identità di Kevin della cui esistenza però la dott.ssa aveva sempre dubitato. La bestia uccide la Fletcher, le due ragazze recluse separatamente e va a caccia di Casey che, proprio grazie agli abusi subiti, verrà ritenuta pura dalla “bestia” e dunque non sacrificata.

Gli ultimi secondi del film regalano invece una sorpresa assolutamente inattesa che vi spiegheremo nell’ultima parte dell’articolo.

La chiave di lettura del film è la patologia di Kevin, il disturbo dissociativo d’identità e la teoria, sostenuta da diversi studiosi, che ciascuna identità potrebbe portare con sè anche profondi cambiamenti biologici e fisiologici dell’individuo. Questi studiosi riportano infatti di personalità allergiche ad un determinato alimento e personalità senza alcuna allergia residenti nello stesso corpo, o ancora di personalità con difetti di vista e personalità senza alcuna carenza o, così come viene mostrato nel film, di personalità addirittura con il diabete e personalità senza.

Kevin e la dott.ssa Fletcher.

Kevin e la dott.ssa Fletcher.

Per quanto siamo riusciti a comprendere non ci sarebbe ad oggi alcun riconoscimento concreto, da parte della comunità medica, di una reale capacità delle personalità di variare realmente le caratteristiche fisiche del soggetto. Sembra più probabile che sia la singola identità ad essere convinta di essere affetta da certe patologie anziché da altre. Eppure in Split si fa leva proprio su questo, sul potere che la mente umana può avere sul corpo. E’ la dott.ssa Fletcher a farsi portavoce di questo approccio. Secondo la psicologa addirittura i pazienti che soffrono di DID andrebbero completamente rivalutati in quanto gli unici ad aver “sbloccato” le immense capacità di cui disporrebbe la mente umana e che invece, usualmente, rimangono sopite.

Nel complesso quindi Split è un film da vedere, che consigliamo, ma che va capito. L’apparente volo pindarico che viene fatto quando Kevin si “trasforma” in bestia, diventando fortissimo, agilissimo e quasi immortale è di fatto un’estremizzazione dell’approccio teorico che abbiamo appena spiegato.

Vale il costo dell’intero biglietto la splendida interpretazione del protagonista, in grado di cambiare espressioni, posture e movenze in base alla personalità manifestata e a distanza anche di pochi attimi.

SPOILER ALERT – SPIEGAZIONE DEGLI ULTIMI SECONDI

Gli ultimi istanti del film sono quelli che più hanno suscitato dubbi e incomprensioni all’uscita dalla sala. In un classico bar americano, alcune personeunbreakable sedute al bancone apprendono dalla tv la notizia di questo criminale affetto da DID e chiamato “l’orda”. Una donna, a questo punto, chiacchierando afferma che si tratti di uno dei soliti soprannomi dati dalla stampa ai criminali, come quello, dato tempo prima, ad un assassino in sedia a rotelle. A questo punto, accanto a lei, viene mostrato Bruce Willis che interviene dicendo “L’uomo di vetro”.

Ciò a cui si fa riferimento è il film “Unbreakable” ( il predestinato), dello stesso regista Shyamalan, uscito nelle sale nel lontano 2000. In questo film Willis interpreta David Dunn, unico superstite di un disastro ferroviario che ben presto scopre grazie a Elijah Price (Samuel L. Jackson) di essere una sorta di supereroe. Non vi raccontiamo altro, ci limitiamo a dire che il Willis seduto al bancone è proprio David Dunn di Unbreakable e che, dal dialogo, si lascia intendere che sarà proprio lui a fermare “L’Orda” in un prossimo film.

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