Sole Luna Festival 2015 </br> tutte le pellicole premiate

Sole Luna Festival 2015
tutte le pellicole premiate

Tantissimi i film vincitori. Tra le novità anche un corto realizzato con gli smartphone.

Si è concentrata sul Medio Oriente l’attenzione della giuria e del Festival Sole Luna, tanto da riservare i premi più ambiti a opere che alzano il velo sulla realtà dei Paesi provenienti da quest’area geografica e culturale e che proprio in questi giorni sono al centro della cronaca internazionale: Egitto, su tutti, e Iran.

Si è chiusa così, domenica 12 giugno,  alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo la decima edizione di Sole Luna Doc Film Festival, alla presenza del sindaco Leoluca Orlando, della presidente di Sole Luna Lucia Gotti Venturato, dei direttori artistici Chiara Andrich e Andrea Mura, del direttore scientifico del Festival Gabriella D’Agostino, e della giuria internazionale presieduta da Gianni Massironi e composta da Matthias Brunner, Eibe Maleen Krebs, Giovanni Massa, Lupe Pérez García.

Al franco-iraniano “Those who said no” di Nima Sarvestani, infatti, è andato il premio della giuria internazionale come miglior documentario “per il coraggio nell’affrontare, dopo decenni di silenzio, il tema delle atrocità commesse in Iran negli ultimi 30 anni. Per la sobrietà e la profonda umanità con cui sono mostrate le testimonianze, presso la Corte di Giustizia dell’Aia, dei sopravvissuti che continuano a lottare per far affiorare la verità. Un cammino, ancora oggi, difficile”.

Iraniano anche il film che ha conquistato il premio dell’associazione “Sole Luna – Un ponte tra le culture”, consistente in una scultura creata dall’artista Tobia Scarpa. “I come Iran” della regista persiana Sanaz Azari, giunta per l’occasione a Palermo.

Al tedesco “The free voice of Egypt” di Konstanze Burkard, è stato invece assegnato il premio per la migliore regia.

Il pubblico di Sole Luna Doc Film Festival 2015, invece, tramite il voto espresso ogni sera alla fine delle proiezioni, ha scelto “The Silent Chaos” di Antonio Spanò, un’indagine toccante e appassionata di una comunità di sordi nella repubblica congolese, che pur non avendo voce né speranza, non cessa di combattere per la propria dignità.

La giuria del Festival.

La giuria del Festival.

Il documentario premiato per la migliore fotografia è lo svizzero “Ma na sapna – A mother’s dream” di Valerie Gudenus.

Hanno conquistato la menzione, a pari merito, per il migliore editing lo spagnolo “El gran vuelo” di Carolina Astudillo e il francese “Cantonese rice” di Mia Ma. Scelto all’unanimità dalla giuria come film più innovativo è “Léone, mère & fils” di Lucile Chaufour.

Completano la rosa di premi, quello della giuria speciale composta dagli studenti del liceo linguistico “Ninni Cassarà” di Palermo coordinati da Fabio D’Agati, Deborah Halliday e Salvo Ingroia al giapponese “A lulluby Under The Nuclear Sky” di Kana Tomoko.

Nell’edizione di quest’anno, inoltre, Sole Luna ha anche aperto il video contest “Smartdoc – sharing food”, dedicato ai ragazzi sotto ai vent’anni, chiamati a realizzare brevi video con lo smartphone della durata massima di 30 secondi sulla tematica della condivisione del cibo. Un’iniziativa, patrocinata da Vodafone Italia.

“Abbiamo celebrato nel migliore dei modi – ha detto ieri in conclusione del Premio la presidente del Festival, Lucia Gotti Venturato – la decima edizione del SoleLuna: Palermo ha risposto con entusiasmo, grazie a un pubblico numeroso, che ogni sera ha affollato le proiezioni dei film in concorso. Questa edizione sarà ricordata, oltre che per l’altissimo livello dei documentari in gara, anche per il tributo a Michelangelo Antonioni, che il festival ha voluto dedicare al grande regista ferrarese”.

“Devo ringraziare Lucia Gotti Venturato – ha sottolineato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando – per questa bella edizione del Festival, che in questa settimana ci ha consentito di scoprire il mondo attraverso gli occhi della macchina da presa. Un mondo, a volte sconosciuto e ignorato anche dai mass media. In questi giorni festeggiamo Santa Rosalia e raccontiamo del rapporto della Santa con il mare: ecco, questa per noi è anche l’occasione per non dimenticare tutti coloro che hanno attraversato il mare per giungere in Sicilia e non ce l’hanno fatta. Raccontare e denunciare è importante, per non voltarci dall’altro lato e renderci complici di questo genocidio”.

 

Lascia un commento

*