A Palermo: “Se tu potessi vedermi ora” </br> Il memoir della figlia di David Rossi

A Palermo: “Se tu potessi vedermi ora”
Il memoir della figlia di David Rossi

Il 26 maggio al Centro Internazionale di Fotografia la presentazione del libro.

PALERMO – Il 26 maggio alle 16;30 si presenta a Palermo, Se tu potessi vedermi ora, il memoir della figlia di David Rossi che ricostruisce incongruenze e dubbi sulla morte del responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena. Appuntamento al Centro Internazionale di Fotografia con l’autrice, Carolina Orlandi, Letizia Battaglia e Giuseppe Lo Bianco.

Quando David Rossi, responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, precipita giù da una finestra della sede della banca in circostanze poco chiare, Carolina, sua figlia, è una ragazza universitaria di 21 anni con i pensieri, i sogni, le preoccupazioni della sua giovane età. Ma se David Rossi potesse vedere Carolina oggi, a 5 anni da quel tragico 6 marzo 2013, come la troverebbe, cosa penserebbe della donna assetata di verità e giustizia che è diventata? Sono queste le domande nascoste tra le pagine di Se tu potessi vedermi ora, memoir edito da Mondadori, in cui Carolina Orlandi racconta il risvolto privato e intimo di un’intricata vicenda pubblica. Il libro sarà presentato dall’autrice, dalla fotografa Letizia Battaglia e dal giornalista Giuseppe Lo Bianco, sabato 26 maggio 2018, alle 16.30 al Centro Internazionale di Fotografia (Via Paolo Gili, 4) di Palermo.

Il libro, redatto in una prosa equilibrata ma coinvolgente, prova a fare luce su un fatto i cui contorni non appaiono chiari, le verità non compiutamente accertate, le incongruenze non abbastanza indagate, nonostante i vari passaggi processuali degli ultimi anni. E lo fa dal punto di vista di chi è stato parte in causa di quelle vicende, di chi ha vissuto gli ultimi attimi di David Rossi, di chi ha condiviso con lui ansie, paure, incubi. Carolina Orlandi riesce in Se tu potessi vedermi ora a portare avanti una denuncia non recriminatoria. A richiamare tutti a un senso di responsabilità e al dovere della verità e della giustizia. Prova a ricomporre le tracce di un quadro confuso in cui la vulgata del suicidio perde consistenza a fronte dei tanti, troppi, fatti che non tornano.

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