Sausage Party </br> Quando il cartone diventa… porno

Sausage Party
Quando il cartone diventa… porno

Una salsiccia, una panina ed una lavanda vaginale protagonisti di una storia inesistente.

Prodotto dalla Annapurna Pictures e animato dalla canadese Nitrogen, “Sausage Party” è sceneggiato e co-prodotto da Seth Rogen ed Evan Goldberg, già noti tra i fan del cinema demenziale per “Cattivi vicini” e “The interview”.sausage

Per riassumere la storia già ampiamente vista e assolutamente lineare di questo film di animazione basterebbero poche righe, e ve lo dimostriamo:

Frank e Brenda sono i due protagonisti, un wurstel lui, un panino da hot dog lei, che insieme a tutti gli altri prodotti in vendita di un supermercato attendono di essere acquistati dagli umani per sperimentare l’esperienza del “Grande Oltre”. Questo, altro non è che un “aldilà” fatto di coccole e attenzioni che gli umani riserveranno ai prodotti che hanno acquistato consentendo anche ai personaggi di “unirsi” tra loro. Quando Frank e Brenda verranno acquistati insieme, penseranno di poter coronare il loro sogno sessuale potendo entrare finalmente l’uno dentro l’altra ma, per una serie di vicende, non arriveranno mai oltre la cassa restando intrappolati nel supermercato. Qui Frank scoprirà grazie agli antichi saggi ( i prodotti non deperibili e dunque i più anziani del supermercato ) che il mito del Grande Oltre è solamente una bugia creata ad hoc per evitare che tra i prodotti in vendita si seminasse il panico. Il reale destino di coloro che vengono acquistati è, infatti, ben diverso. Tra litigi, incomprensioni e un piccolo viaggio alla ricerca della verità, finalmente Frank convincerà gli altri prodotti degli scaffali mettendo in atto una rivolta anti-umani.

Sausage Party, dunque, non spicca certo per l’originalità della propria storia. Ad averlo messo al centro dell’attenzione mediatica infatti è stato tutt’altro.

Siamo stati di certo abituati a cogliere, nel corso degli anni, le battute più o meno velate presenti nei vari film d’animazione tanto che ormai, in realtà, non ci stupisce più nulla. Sausage Party invece porta all’estremo questo tipo di logica. Non ci sono rimandi, non ci sono allusioni. Le battute a sfondo sessuale sono dirette, palesi, come le scene di sesso ed il linguaggio scurrile. Il wurstel Frank “vuole entrare dentro la panina Brenda”, il villain del film è una lavanda vaginale con cannula che dopo essere caduta per terra ed essersi rotta, inizia a nutrirsi degli altri prodotti liquidi gonfiando sempre di più.

0b386b3c0da3107e4f17c2e4cb6af848Il film non diverte, le scene che suscitano risate sono davvero pochissime. Quello che lascia invece stupiti è il pensiero che qualcuno abbia potuto creare una pellicola così fuori dagli schemi, marcatamente volgare ed esplicita, in netta contrapposizione agli standard della Disney Pixar o della DreamWorks.

Sausage Party vuol chiaramente essere una parodia scanzonata ed irriverente dei grandi classici, mettendo a nudo un ateismo estremo che conduce al pragmatico “freghiamocene di tutto e facciamo sesso”. Ed è proprio il sesso il legante fondamentale tanto tipico della religione del “Grande Oltre” quanto della sua svolta opposta, alla luce della cinica verità. Il film presenta anche personaggi irriverenti e ancora sfrontatamente offensivi come una gomma da masticare usata, che si muove in sedia a rotelle somigliando in tutto e per tutto a Stephen Hawking, Ma propone anche una rivalità tra un bagel (ebreo) ed un lavash (musulmano) che alla fine si rivela una fortissima attrazione omosessuale repressa.

A conclusione della pellicola, l’apoteosi del film con un paio di minuti di scene di sesso esplicito ed orgiastico in cui tutti i prodotti accolgono la filosofia del “tutto e subito”.

Nel complesso Sausage Party non diverte, non attrae nè intrattiene. Si arriva alla fine della pellicola ormai saturi e costretti a guardare qualcosa di volontariamente eccessivo che probabilmente ha perso di vista il proprio fine iniziale. Gli sceneggiatori volevano certamente raggiungere il disgusto degli spettatori ma hanno ecceduto. Ed eccedendo, in un pubblico che non si scandalizza più di nulla, il disgusto lascia spazio ad un’inevitabile noia.

Lascia un commento

*