Recensione Wonder Woman <br> Il primo film per l’eroina DC

Recensione Wonder Woman
Il primo film per l’eroina DC

Gal Gadot nel mitico costume della supereoina DC Comics affronta l’esercito tedesco.

Le amazzoni sono nate dal volere di Zeus per difendere gli uomini dagli attacchi del dio della guerra Ares e mantenere  la pace. Ridotte in condizione di schiavitù decidono di ribellarsi e rifugiarsi sull’isola di Themyscira, creata per loro dal re degli dei in uno spazio-tempo impenetrabile al resto del mondo.

Diana (Gal Gadot), la figlia della regina della amazzoni Ippolita (Connie Nielsen), fin da bambina dimostra uno spirito indomito desiderosa di combattere come tutte le guerriere di Themyscira. Nonostante le obiezioni della madre inizia ad allenarsi con Antiope (Robin Wright), la più forte della amazzoni, diventando potente e coraggiosa ma ancora inconsapevole del suo destino.

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Tra le acque dell’isola affonda un aereo pilotato da una spia americana e seguito da un esercito tedesco. Dopo uno scontro, Steve (Chris Pine), questo il nome della spia, racconta alle amazzoni della guerra sanguinosa che sta stravolgendo il mondo. Diana, convinta che sia Ares a provocare tanta distruzione, decide di assecondare la sua sete di giustizia accompagnando Steve sul campo di battaglia e, per assurgere al suo ruolo di amazzone, uccidere definitivamente Ares.

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Collegandosi direttamente al ritrovamento, mostrato nel finale di Batman v Superman: Dawn of Justice, da parte di Bruce Wayne di una foto risalente alla prima guerra mondiale che ritrae Wonder Woman in trincea, Patty Jenkins racconta in un prequel la nascita del mito della supereroina della DC Comics.

Abbiamo aspettato 75 anni dalla creazione del personaggio di Wonder Woman dalla penna di William Moulton Marston, una regista, Patty Jenkins, e un produttore, Zack Snyder, per avere il primo film dedicato a un’eroina a cui finora era stata dedicata soltanto una serie tv che la riportò alla ribalta negli anni ’70. Perché così tanto tempo? Non lo sappiamo ma la volontà della regista è stata la stessa del suo creatore: portare compassione e amore tra i colleghi maschi e bilanciare il loro machismo.

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I superpoteri maggiori del personaggio, oltre a quelli dovuti alla sua semidivinità si intenda, sono  il perdono e la pietà persino verso gli uomini dentro cui i semi dell’invidia, della gelosia e della prepotenza alimentati da Ares crescono rigogliosi. Un personaggio quindi pacifico e positivo, non corrotto e determinato fino al limite dell’incoscienza. Beh, forse troppo edulcorato per certi versi.

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Se la scelta di Gal Gadot a partire da Dawn of Justice convince per la sua bellezza e la sua preparazione fisica, la sua ingenuità marcata da maliziosi doppi sensi e la sua incoscienza dettata da buoni propositi divertono ma alla lunga stancano. Allo stesso modo Chris Pine passa in secondo piano quasi come spalla comica dell’eroina. Ma la peggiore scelta in fatto di cast riguarda il personaggio di Ares, ci chiediamo infatti come possa essere credibile un dio della guerra alla soglia dei 60anni. Evitiamo di svelarvi la sua identità.

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Poco approfondita inoltre la controparte tedesca passando volutamente inosservata rispetto al resto della narrazione. A salvarsi sono le scene di combattimento, le evoluzioni in abusato slow motion di Gal Gadot e la colonna sonora di Hans Zimmer che non delude mai.

Tra alti e bassi un film godibile ma senza grandi aspettative ridotto purtroppo a semplice appendice della serie principale (di cui attendiamo il prossimo episodio, Justice League).

Wonder Woman non si sarebbe meritata qualcosa di più dopo più di settant’anni d’attesa?

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