Quanto dipendiamo dai social network? </br> Il parere della psicologa

Quanto dipendiamo dai social network?
Il parere della psicologa

Le risposte sulla dipendenza da social: quando, chi e come colpisce.

Alzi la mano chi non legge e-mail a colazione. O ancora, chi non usa il cellulare come sveglia, facendolo diventare il primo oggetto toccato ogni mattina con gli occhi ancora chiusi. E’ innegabile che l’evoluzione tecnologica abbia cambiato la vita di tutti: gli smartphone sono appendici della nostra personalità, i nostri mezzi d’espressione e di contatto con il mondo. Da strumento per telefonare e inviare sms, nel giro di dieci anni, si sono trasformati nei portatori reali della nostra identità. Lo status symbol cambia se si compra un marchio piuttosto che un altro, mentre il nostro biglietto da visita è diventata la nostra pagina Facebook, piuttosto che quella di Twitter o le foto caricate su Instagram.

Sono proprio i social network a presentarci al mondo. Fra una fotografia in cui si cerca di apparire al meglio, un post in cui si parla della nostra giornata e i gruppi che uniscono le passioni in comune, come si faceva un tempo nei bar o nei circoli, il tempo per le interazioni umane è drasticamente diminuito. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Claudia Bongiorno, psicologa.

In che modo i social network influenzano il nostro comportamento?

“L’avvento dei social network ha costituito una vera e propria rivoluzione nelle relazioni tra persone, facilitando il contatto nell’immediato ma complicando la relazione nel suo complesso. La facilità di contatto, consumata spesso nell’immediatezza di un ‘clic’, non sempre può corrispondere ad una maturazione relazionale che, in assenza di confronto sul piano di realtà, rischia di diventare oggetto di proiezione delle fantasie, paure e desideri, non facilmente gestibili. In sostanza, per un io sano ed integrato l’uso di social network è facilitante, dietro al proprio pc ognuno può facilmente gestire le distanze, le difficoltà caratteriali, superando se stesso verso una nuova modalità relazionale. Per un io poco integrato o non sano, i social network possono costituire un rifugio all’interno del quale alimentare fantasie e pulsioni, aspettative e desideri, che rischiano poi di non corrispondere alla realtà con conseguenze che, visti anche i fatti di cronaca, possono anche essere preoccupanti”.

C’è differenza fra uomini e donne?

“Non trovo differenze tra uomo e donna ma, vista la minore disinvoltura che socialmente e culturalmente le donne spesso hanno, ritengo che sui social network le donne possano sperimentare una maggiore disinvoltura che non sul piano di realtà”.

Perché, all’interno dei social network, si accentua l’aggressività?

“Il tema del l’aggressività, come per molte altre pulsioni, riguarda esclusivamente la maggiore disinvoltura e disinibizione che questi mezzi favoriscono. Non credo che si sviluppi soltanto l’aggressività, credo piuttosto che si amplifichi tutto. In assenza del filtro della realtà vera, e del contatto diretto tra persone, tutto rischia di essere amplificato venendo meno la censura ed i freni inibitori del senso di realtà”.

Quando si può parlare di dipendenza dai social network e chi potrebbe essere più a rischio?

“La dipendenza si sviluppa quando ci si accorge di aver bisogno di stare connessi, vedere continuamente le notifiche, necessitare del consenso degli altri, quando si manifesta il bisogno compulsivo di essere in contatto col mondo dei social. In sostanza c’è anche un limite temporale che delinea il confine tra uso sano ed uso dipendente. Le persone più soggette sono quelle più fragili, con un io non ben consolidato, le cui insicurezze portano a ritenere la vita relazionale nel mondo virtuale piu interessante ed appagante di quella che esprimono nel mondo reale. Non dimentichiamo che sui social network ognuno può fingere di essere ciò che vuole essere, immaginare e costruire le proprie realtà in barba a quelle vere, interpretare ciò che viene notificato a proprio piacimento, spostando sempre più nella fantasia che nella realtà il contatto con gli altri. Per concludere, tutti siamo soggetti a poter dipendere da mezzi così affascinanti ed utili, chiaramente chi disinveste sulla realtà vera a causa di difficoltà e frustrazioni è più a rischio nella possibilità di sviluppare una dipendenza non sana”.

 

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