La vendetta di Salazar </br> Tra colpi di scena e grandi ritorni

La vendetta di Salazar
Tra colpi di scena e grandi ritorni

Il quinto episodio della saga non delude, chiusura del cerchio?

PALERMO – Il film si apre con una mappa e un bambino che con essa inizia la sua ricerca negli abissi: è Henry, il figlio di Will Turner ed Elizabeth Swann, che promette al padre di liberarlo dalla maledizione che lo costringe lontano dalla famiglia ritrovando il Tridente di Poseidone, mitico oggetto che annulla tutte le maledizioni del mare.

Passano nove anni ed Henry è un mozzo su un nave della flotta inglese che, dopo l’ingresso nel Triangolo del Diavolo, viene attaccata dalla ciurma di non morti del Capitano Armando Salazar, il Matador del Mar e nemico di Jack Sparrow assetato di vendetta. Henry, unico sopravvissuto, per raggiungere il suo obiettivo dovrà rintracciare Jack e riferire il messaggio di Salazar.

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Ritroviamo il Capitan Jack Sparrow sempre ubriaco, senza nave e quasi senza equipaggio dedito a piccoli furti e per cui le passate avventure solo sono un ricordo. A San Martin incontra l’astronoma orfana Carina Smyth che, come donna di scienza, viene ricercata per stregoneria e desidera compiere il volere del padre decifrando “la mappa che nessuno sa leggere”. La mappa può permettere di trovare il Tridente di Poseidone e così, giunto sull’isola anche Henry, i tre si uniscono nella ricerca.

Intanto il Capitan Barbossa, durante l’assenza di Jack, domina i mari con una grande e ricca flotta decimata però dal Capitano Salazar il quale ritorna al suo originario mestiere, ripulire le acque di tutte le navi su cui sventola una bandiera pirata. Per mantenere il suo potere Barbossa si allea con Salazar nella ricerca di Sparrow non sapendo a cosa andrà incontro.

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Ritorna agli antichi splendori la saga Disney prodotta da Jerry Bruckeimer che ha fatto la fortuna di Johnny Depp e del suo personaggio. Dopo l’ultimo episodio, fiacco e con pochi legami con la trama originaria, il flop era dietro l’angolo ma le previsioni sono state smentite. Tre storie che scorrono parallele e che si sommano al flashback di Salazar, spiegano i dettagli della storia di Jack Sparrow chiudendo circolarmente alcuni blocchi narrativi aperti durante tutta la saga.

Il personaggio di Depp ovviamente regge le sorti del film mentre a fargli da contraltare c’è un villain d’eccezione per cui a tratti si prova compassione e comprensione e al quale ha dato volto e rabbia Javier Bardem aiutato da make up e computer grafica. Rientra nel cast anche Geoffrey Rush che stupisce per l’umanità che prende spazio per la prima volta nel personaggio di Barbossa. Da non perdere anche i cammei di Paul McCartney con le treccine dello zio di Sparrow e ovviamente Orlando Bloom e Keira Knightley presenti sul set solo per brevi apparizioni.

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Un episodio denso di colpi di scena che vede il ritorno dei personaggi che avevano dato successo ai primi episodi e a cui viene data una risoluzione finale senza perdere il focus principale della trama. Completo nella sua complessità, Pirati dei Caraibi-La vendetta di Salazar trascina nell’intreccio senza deludere e tenendo viva l’attenzione nonostante le cadute di stile dovute a doppi sensi, battute di bassa lega e scontate.

PIRATES OF THE CARIBBEAN: DEAD MEN TELL NO TALES

La computer grafica è di grande effetto e dà prova della sua efficacia non solo sul volto di Bardem ma anche di Depp ringiovanito in maniera più che credibile di almeno vent’anni. Ma non sono da meno ovviamente le scene d’azione in mare di classico stampo Pirates of Carabbean.

Promosso a pieni voti, La vendetta di Salazar se chiude alcuni nodi narrativi rimasti irrisolti ne apre di altri ma per scoprirlo non uscite dalla sala e attendete la fine dei titoli di coda.

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