Palermo non delude Rosalia </br> Il Festino con gli occhi di chi lo vive

Palermo non delude Rosalia
Il Festino con gli occhi di chi lo vive

Suoni, luci e colori della manifestazione folkloristica che più rappresenta la nostra città narrati da chi li ha vissuti.

Grande affluenza di gente alla 391esima edizione del Festino di Santa Rosalia a Palermo. Ogni anno il 14 luglio i palermitani, insieme ai turisti che hanno la fortuna di trovarsi in città questo giorno, onorano la patrona di Palermo che nell’estate del 1624 liberò il popolo dal flagello della peste.

Già qualche ora prima dell’inizio dell’evento, Corso Vittorio Emanuele è popolato di gente. Turisti e palermitani si riversano nelle strade limitrofe alla cattedrale, luogo da cui partirà la serata con lo spettacolo della storia di Santa Rosalia.

Uno scatto con alcuni ritocchi del pittoresco corso Vittorio Emanuele gremito di persone.

Uno scatto con alcuni ritocchi del pittoresco corso Vittorio Emanuele gremito di persone.

Negozi di souvenir aperti in attesa di qualche passante, rumore di tazzine di caffè dai bar in cui qualcuno cerca di prendere qualcosa con cui cenare. Tavolini dei ristoranti pieni a Piazza Bologni. Tra una parola e un’altra, qualcuno si organizza telefonicamente con gli amici con i quali vuole trascorrere la serata del Festino, qualcun altro si informa per capire da dove e quando inizierà lo spettacolo.

Cibi tradizionali e folklore. Non può mancare la “pollanca”, la pannocchia bollita e venduta ancora calda, il cui odore pervade le strade mentre i venditori ne decantano la bontà. Acqua e altre bevande fresche disponibili nei banchetti improvvisati in ogni angolo, per contrastare il caldo che non scoraggia i palermitani. Sfincione appena sfornato addentato da turisti affamati, che si guardano intorno con interesse e con l’inseparabile guida di Palermo fra le mani.

Nell’aria musica e tamburi della banda che accompagna il carro della Santa, pronto alla partenza per la processione lungo il Cassaro. Balconi affollati lungo Corso Vittorio Emanuele, qualcuno sfoggia eleganti abiti lunghi e cravatte. Immancabili i palloncini con i personaggi dei cartoni animati, che aggiungono un tocco di colore in più alle luci che decorano le vie. Tutto pronto per lo spettacolo davanti alla cattedrale, orchestra sotto al palco e controlli serrati delle forze dell’ordine.

La folla di persone che accoglie la Santuzza al Foro Italico.

La folla di persone che accoglie la Santuzza al Foro Italico.

Sembra che per molti palermitani sia il primo Festino a cui partecipano. Non può mancare, nella vita di un cittadino di Palermo, almeno un 14 luglio trascorso tra il Cassaro e la Kalsa. Una tradizione che incuriosisce ma che allo stesso tempo intimorisce per la calca di gente e per il caldo, perché, diciamoci la verità, il Festino stanca.

Insofferenza per il ritardo dello spettacolo, la gente accalcata sotto al palco incita l’inizio con applausi tra ventagli sventolanti. Grande attenzione e coinvolgimento emotivo per la storia della Santuzza recitata tra musiche e balli. Dopo il miracolo, inizia la festa che parte dal palco, e al grido “a passu a passu accumpagnamu a tia. Viva Santa Rusulia!” il corteo dei cittadini inizia la processione dietro al carro.

Musica popolare a Piazza Bologni con la banda che intrattiene la folla, mentre la gente si fa da parte in attesa del passaggio del carro. Come tradizione vuole, al centro dei Quattro Canti il carro si ferma per accogliere il sindaco di turno, che offre fiori alla Santuzza. E mentre Leoluca Orlando festeggia con il solito “Viva Palermo e Santa Rosalia”, la folla urla di rimando. Dopo la consueta tappa, la Santa procede verso la prossima sosta davanti a Porta Felice. Una volta passato il corteo, qualcuno si attarda su Corso Vittorio Emanuele soffermandosi nelle chiese aperte.

Lo spettacolo pirotecnico che conclude la manifestazione.

Lo spettacolo pirotecnico che conclude la manifestazione.

“Muluni agghiacciatu”– anguria ghiacciata – e gli immancabili “babbaluci” – le lumache – nei piatti della gente alla Kalsa. Tra polpo bollito, cozze, panini con la milza o con le panelle, caramelle e zucchero filato, senza dimenticare lo “scaccio” –  un mix di frutta secca -, il Foro Italico si trasforma in un ristorante a cielo aperto in cui regna sovrano il cibo da strada.

Dopo l’alternanza degli ospiti sul palco di fronte alla Kalsa, tra Lello Analfino e Alessandro Amato, con incitamenti da stadio nei confronti di Palermo e dei palermitani, un applauso accoglie e accompagna i giochi d’artificio che ogni anno concludono la serata del Festino di Santa Rosalia.

 

Di seguito alcuni scatti amatoriali dei giochi d’artificio conclusivi:

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