È palermitano il miglior Millefiori </br> Claudio Meli vince L’Ape D’Oro

È palermitano il miglior Millefiori
Claudio Meli vince L’Ape D’Oro

L’apicoltore di Trabia annuncia la produzione di idromele e rilancia con il “Nettare degli Dei”.

PALERMO – L’apicoltore palermitano Claudio Meli si è aggiudicato “L’Ape d’Oro” con il suo millefiori, vincendo il primo posto del “Premio città di Lazise”. Il concorso dei migliori mieli di produzione nazionale si colloca all’interno della Fiera Nazionale “I Giorni del Miele”, quest’anno giunta alla sua 38esima edizione, nei giorni 6, 7 e 8 Ottobre 2017.

La natura incontaminata alla base del miglior miele d’Italia. “Il mio Millefiori – racconta Meli – è di alta montagna, prodotto all’interno della riserva naturale orientata ‘Pizzo Cane, Pizzo Trigna, Grotta Mazzamuto’ un sito archeologico a 1000/1100 metri sul livello del mare. Un polmone incontaminato, dove la vegetazione è allo stato brado. L’assenza di colture specifiche, di aziende agricole ed industrie limita il rischio di inquinamento e la possibilità di contaminazioni di ogni sorta. Le varietà floreali di alta montagna che sono contenute in questo particolare miele solo le più svariate. A mio avviso le migliori”.

L’ape nera sicula di Claudio Meli ha una marcia in più. “Detengo i miei apiari all’interno di riserve – spiega -, parchi WWF (come Piana degli Albanesi) o aziende biologiche e faccio transumanza. L’apis mellifera sicula (volgarmente chiamata ape nera siciliana) mi sta dando tantissime soddisfazioni. Anche in condizioni avverse per altre sottospecie, le mie apette sanno come difendersi encomiabilmente. Non temono freddo rigido, caldo afoso, parassiti, malattie e soprattutto sanno difendersi bene dai predatori (tipo i Carduboli: Vespa Crabro ed Orientalis)”.

In preparazione, l’idromele: il nettare degli Dei dall’aroma siciliano. “L’idromele è la bevanda alcolica per antonomasia – spiega Claudio Meli -, che infonde saggezza, poesia e forza a chi è meritevole di berla. Prodotto antichissimo ottenuto dalla fermentazione di miele in acqua, esiste da prima del mosto e del vino. Lo troviamo già nell’Antico Egitto o come elisir dei popoli scandinavi e celtici, fino a ritrovarlo oggi in Sicilia. Un prodotto dai connotati vichinghi, ma dall’aroma e dall’animo del tutto siciliani”.

Claudio Meli sarà il primo produttore di idromele autorizzato in Sicilia, con una ricetta in lavorazione dal 2015. “Mi ha spinto a produrlo la voglia di diversificare – racconta -, la voglia di far apprezzare il miele anche in una forma differente. All’inizio della mia carriera davo per scontato che il miele fosse utilizzato solo in pasticceria. Grazie ai miei amici chef ho scoperto sia un ingrediente indispensabile in tutte le cucine di un certo livello. Esalta cibi, si fa esaltare da altri ingredienti, si presta a tutto, dolce, salato, in riduzione, a crudo, cotto ed in altre mille forme. Perché non apprezzarlo anche in forma liquida e, perché no, alcolica?”

Da nettare degli Dei a prodotto gourmet per palati sopraffini. “L’idromele è un prodotto da ristorante importante – spiega Meli -, da boutique del gusto, da supermercato di qualità e da cantina di un certo tipo. Prodotto di nicchia! Alle spalle ha una storia, un costo di materie prime impiegato e di produzione ed un processo lavorativo tali, che non lo classificano come un prodotto di massa”.

Qualità e la risposta al calo di produzione registrato in Italia ma soprattutto in Sicilia. “Pensavamo non potessimo avere una stagione peggiore del 2016 – dice Claudio Meli – e invece quella del 2017 è stata terribile per tutta l’agricoltura, apicoltura compresa. Tutto ciò, a dimostrazione del fatto che non siamo in grado di prevedere la natura. Queste problematiche sono lo scotto del poco rispetto che l’essere umano ha nei confronti di Madre Natura. Solo la qualità saprà compensare il poco raccolto. Meglio poco ma buono che parecchio ma scadente”.

L’auspicio di Claudio Meli per il prossimo futuro è che la valorizzazione del territorio siciliano e dei suoi prodotti venga esaltata quotidianamente, e non soltanto dopo la vittoria di un premio. L’apicoltore invita inoltre colleghi e professionisti, istituzioni e cariche politiche a fare rete per incentivare e aiutare le produzioni locali per il bene della collettività.

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