Nerve, la recensione </br> Siete pronti a giocare?

Nerve, la recensione
Siete pronti a giocare?

Il film tratto dal romanzo di Jeanne Ryan con Emma Roberts si rivela un film Young Adult.

Venus detta Vee (Emma Roberts), ragazza timida e insicura, viene sfidata dall’esuberante amica Sidney, della quale da sempre è succube, ad iscriversi a un social game clandestino on line, “Nerve”. Il gioco prevede che gli osservatori, nascosti dietro a dei nickname, suggeriscano delle prove ai giocatori i quali, superandole, ottengono premi in denaro che crescono fino al jackpot della prova finale. “Nerve”, “coraggio” per l’appunto, non offre solo divertimento, fama e soldi ma anche rischio persino della vita. Sul suo percorso Vee incontra un altro giocatore, Ian (Dave Franco), con cui si allea con buona pace degli osservatori pronti a tutto per concludere il gioco in una notte nell’arena finale .

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Da un romanzo del 2012 di Jeanne Ryan e diretto da Henry Joost ed Ariel Schulman (Paranormal Activty 3 e 4) con sceneggiatura di Jessica Sharzer (American Horror Story), il fanta-thriller Nerve affronta uno dei temi più caldi del momento: fino a dove si può spingere il desiderio di popolarità e visibilità offerta a buon mercato dai social network? Vero o falso che sia lo scandalo del Blue Whale, a cui assomiglia in maniera sconvolgente l’idea in cui affonda le radici Nerve (viene da chiedersi infatti se sia nato prima l’uovo o la gallina), ha scosso parecchio gli animi.

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I giocatori drogati di adrenalina sono soggiogati non tanto dal desiderio di ricchezza ma dalla vana illusione di fama data dalla crescita esponenziale dei propri followers. La privacy viene messa al bando del migliore offerente che ottiene tutte le informazioni necessarie per controllare letteralmente la vita dei giocatori dai loro profili social.

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Ispirandosi a Matrix (leggi pillola blu o rossa), Jumanjii ma soprattutto ad Anarchia di cui Nerve non riesce ad eguagliare il ritmo, il film alimenta la tensione che poteva scaturire da un plot ben più interessante del suo svolgimento. Ridotto a un banale e melense teen movie, Nerve perde l’occasione di esaltare e insieme polemizzare e riflettere sul limite che rischia di essere oltrepassato con l’abuso della nostra presenza sul web.

Il cast di parenti d’arte (i cognomi Roberts e Franco vi dicono niente?), nonostante l’evidente alchimia, non mostrano grande presenza scenica in atteggiamenti e testi da enciclopedia della banalità.

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L’intenzione di coinvolgere il pubblico c’è e viene suggerita dall’utilizzo di soggettive e macchina da presa a mano quasi a volere creare un ambiente immersivo da videogiochi a realtà aumentata. Peccato che un’idea vincente con regia e sceneggiatura dalle buone premesse, sia stata così mal sfruttata dando soltanto un assaggio di ciò che poteva essere approfondito.

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