Musica per il giorno delle nozze? </br> I consigli del gruppo ‘Le Dolci Note’

Musica per il giorno delle nozze?
I consigli del gruppo ‘Le Dolci Note’

Tutto quello che c’è da sapere sulla colonna sonora del matrimonio.

La scelta dell’intrattenimento musicale definisce lo stile del giorno più importante della vita. La musica è un elemento da non sottovalutare, sia durante la funzione, civile o religiosa, che durante il ricevimento. Come strutturare l’aspetto musicale di un matrimonio non è, peraltro, affatto scontato: quasi tutti i celebranti, ad esempio, dettano dei tempi precisi all’interno della Messa da accompagnare con determinati brani, lasciando carta bianca agli sposi solo per alcuni momenti e non per altri. Celebre è il caso dell’ ‘Ave Maria’ di Schubert, non consentita in tutte le parrocchie poiché non nato come brano religioso.

Per avere le idee più chiare su come effettuare una scelta musicale sicura e gradevole, abbiamo chiesto dei consigli al gruppo ‘Le Dolci Note’, un team di musicisti che da anni si occupa dell’intrattenimento musicale delle funzioni religiose e civili e dei ricevimenti nuziali. Al suo interno, ogni artista vanta una lunga esperienza strumentale e uno studio continuo della musica: proprio per questo, la loro proposta musicale riesce ad abbracciare vari generi, dal classico al jazz, dal blues al pop leggero. Dalle voci delle soprano Irene Circo e Valentina Vinti alle violiniste Roberta Marcello e Alessandra Fenech, fino ai due pianisti Francesco Amato e Alessandro Troja e all’arpista Roberta Casella, ‘Le Dolci Note’ sono professionisti reali della musica.

“L’impegno di un gruppo musicale – ci dice Danilo Caci, presidente del gruppo – riguarda soprattutto i ricevimenti serali. Durante la cena, infatti, sia gli sposi che gli invitati hanno più tempo per divertirsi e godersi la loro festa. Le preferenze delle coppie vanno, per la maggior parte, verso la musica leggera. In questo modo, con un intrattenimento musicale che non si impone e che funge elegantemente da accompagnamento durante il convivio, gli ospiti possono tranquillamente parlare tra di loro senza essere oppressi da un volume troppo alto o da ritmi assordanti”.

“Per quanto riguarda la scelta musicale durante la funzione – continua Caci – la scelta dei brani è ovviamente limitata al repertorio religioso e ai momenti di preghiera in cui è possibile inserirsi con un canto. Per i riti civili è più facile spaziare nei generi dei brani, includendo anche repertorio sacro o colonne sonore. In Chiesa, invece, è importante scegliere una formazione che possa garantire un rendimento alto. La strumentazione da adottare non è mai scontata, ed è bene conoscere gli ambienti in cui si svolgerà la cerimonia per adottare la giusta combinazione. Sicuramente il trio più richiesto è quello di organista-soprano-violinista, ma il tocco che può fare la differenza è l’inserimento dell’arpa. Molto suggestivo ed elegante è anche il quartetto d’archi, o le combinazioni in duo senza voce, come organo e violino o arpa e violino. In questo caso, la parrocchia è solitamente dotata di un coro proprio”.

“E’ evidente che affidarsi a professionisti, anche quando si parla di intrattenimento musicale – conclude – diventa sinonimo di garanzia per qualità e professionalità. Tutti i musicisti del nostro team sono, ad esempio, arrivano già iscritti all’Enlpas, l’ente nazionale che identifica gli operatori dello spettacolo. Nonostante la giovane età che ci distingue, tutti i nostri musicisti sono maestri dotati di un’approfondita conoscenza in materia musicale. Fondamentale è, ovviamente, anche una giusta dose di cortesia e disponibilità verso le richieste dei futuri sposi, così da costruire insieme una playlist di brani loro cari per ‘cucire’ questo aspetto del loro matrimonio su loro stessi, personalizzandolo il più possibile”.

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