Moonlight: recensione e analisi </br> Del miglior film del 2017

Moonlight: recensione e analisi
Del miglior film del 2017

429

Struggente e commovente, il film premio Oscar dell’esordiente Barry Jenkins.

Moonlight riprende la struttura della piéce teatrale di Tarell Alvin McCraney, In Moonlight Black Boys Look Blue, da cui è tratto. Diviso in tre atti che prendono i nomi che nell’infanzia (Little), nell’adolescenza (Chiron) e in età adulta (Black) il protagonista assume, racconta l’evoluzione identitaria di Chiron, questo il suo vero nome.

Moonlight-film-Juan

Bimbo bullizzato dai compagni e rifiutato dalla stessa madre tossicodipendente trova in Juan, spacciatore di un quartiere degradato di Miami, e nella compagna Teresa due figure genitoriali che lo aiutano a capire chi è e chi vuole diventare affrontando i primi dubbi sulla sua sessualità.

Durante l’adolescenza i rapporti con i coetanei e la madre non accennano a migliorare degenerando a causa anche della morte di Juan (non dichiarata apertamente ma solo intuita da qualche indizio inserito nei dialoghi). Il suo migliore amico Kevin porta a galla sentimenti e sensazioni fino a quel momento negate aggiungendo un tassello alla costruzione del personaggio. Ma dopo l’ennesima violenza subita dal bullo che lo ha sempre perseguitato, Chiron reagisce a violenza con  violenza, reazione che lo condanna alla reclusione in riformatorio.

Moonlight-film-Chiron-Kevin

Inizia così il terzo capitolo che racconta i fatti dieci anni dopo la rissa: Chiron adesso si fa chiamare Black ed è diventato il boss di Atlanta, si ricopre d’oro e allena i suoi muscoli per dimenticare il passato. Che però ritorna con una telefonata di Kevin che non l’ha mai dimenticato. Il capitolo più intenso libererà i due ragazzi, in uno scambio di sguardi, dal peso dei ricordi.

Intenso e struggente Moonlight dell’esordiente regista e sceneggiatore Barry Jenkins è un pugno nello stomaco per chi osserva, negli occhi dei personaggi che guardano direttamente la macchina da presa, la sofferenza della discriminazione sociale e personale. Impressionista nell’uso della luce, della colonna sonora e dell’inquadratura cerca di raggiungere il pieno coinvolgimento con un realismo toccante.

Jenkins inoltre dimostra di avere studiato bene la sua lezione di cinema ispirandosi in maniera evidente a I 400 colpi capolavoro di François Truffaut (si pensi all’inquadratura finale) affrontando i turbamenti e la ribellione di un giovane allontanato da tutti.

Moonlight-film-Black

E lo arricchisce di un delicato simbolismo. L’acqua infatti è l’elemento costantemente presente nel film e cambia forma e si plasma come fa Chiron nel suo percorso formativo: è mare, è lacrima, è ghiaccio, è calda in una vasca da bagno e è dissetante in un bicchiere.

Dunque la risposta è sì, ha meritato l’Oscar come miglior film per elaborazione di un contenuto non originale grazie a un uso particolare dei movimenti di macchina. Forse un po’ meno meritato il premio come migliore attore non protagonista conferito a Mahershala Ali (Juan) i cui monologhi sono stati sopravvalutati.

Lascia un commento

*