“L’Arte di Essere fragili” </br> Un Leopardi contemporaneo

“L’Arte di Essere fragili”
Un Leopardi contemporaneo

297

Alessandro D’Avenia dopo una pausa di quasi due anni é tornato in libreria.

Alessandro D’Avenia è ormai un nome celebre nel panorama italiano. Oltre che essere insegnante, é anche sceneggiatore e scrittore di best seller, cosa che lo ha portato ad essere fonte d’ispirazione per molti giovani. Il suo successo si deve principalmente ai libri “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, “Cose che nessuno sa” e “Ciò che inferno non è”.

Opere di successo, queste, tradotte in più di otto lingue e con milioni di copie vendute. Sicuramente grazie anche ai ragazzi che ritornano ad appassionarsi alla lettura e che attendono con trepidazione le storie dello scrittore.larte-di-essere-fragili-davenia

“Capitano! Mio capitano!” ci verrebbe da esclamare alla lettura di questo libro, il bel prof 2.0 questa volta si trasforma nel professor Keating de “L’attimo fuggente” e ci insegna ad amare la letteratura. Se in precedenza i romanzi di D’Avenia appassionavano per le note quasi adolescenziali e di romanticismo, questa volta lo scrittore ha cambiato decisamente registro, e ci presenta Giacomo Leopardi in una veste nuova, sfatando ogni luogo comune sulla sua storia.

Secondo l’autore bisogna dire basta quindi al consueto modo di etichettare il poeta come pessimista, sfortunato in amore e dall’aspetto poco gradevole.

Attraverso questo scambio epistolare immaginario, D’Avenia ci mostra come Leopardi possa essere ancora così attuale e d’aiuto per i giovani che oggi non sanno che percorso intraprendere nelle loro vite. “Accendere e accelerare la speranza”, così inizia uno dei capitoli di questo saggio già amato. Sì, perché speranza, bellezza e fragilità sono le tre parole che più riecheggiano nelle pagine: in una collettività dove la bellezza è solo apparenza, dove non è permesso essere fragili e dove la speranza è per pochi, D’Avenia ci spiega come ricalcare le orme di Leopardi ed essere “predatori di felicità”, mostrando un poeta che ci spinge a cercare la grandezza a cui ognuno di noi è destinato pur non essendone a conoscenza.

D’Avenia ci mostra come questo poeta, diversamente da quello a cui eravamo abituati, era bramoso della vita, dell’erudizione e dell’amore, e come abbia inseguito questi obiettivi tanto da cercare di fuggire da casa in giovane età. Ci invita a vedere la fragilità non più come difetto, ma come pregio, una vera e propria arte.

Scritto con uno stile pacato e delicato, con molte riprese delle opere del protagonista come “L’Infinito” , “Zibaldone”, “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia” ed altre, questo libro ci mostra, già nelle prime pagine, un ritratto di Leopardi da ragazzo, avendo come proprio speculare, in conclusione, una delle prime copie de L’infinito. D’Avenia decide di rispondere con tatto e con l’aiuto del poeta di Recanati ai ragazzi che nel corso degli anni hanno cercato un confronto con lui, e con discrezione tentando di colmare i dubbi di ogni genitore.

Un Leopardi dunque in chiave moderna, una lettura a tratti stravolgente e che porta ad una riflessione stimolante per chi apprezza la letteratura e per chi voglia arricchire il proprio bagaglio culturale.

Lascia un commento

*