“La mia Sicilia diventa terra di luce” </br> Intervista a Domenico Pellegrino

“La mia Sicilia diventa terra di luce”
Intervista a Domenico Pellegrino

A tu per tu con l’artista che con le sue opere eccentriche svela tutte le facce della Sicilia.

Domenico Pellegrino con la Sicilia sommersa nelle acque di Lampedusa ha affascinato tutti noi, siciliani e non. L’artista di Mazzarino è molto legato alla sua terra, alle tradizioni, alle “storie antiche” – come le definisce lui – e con la sua creatività e con la tecnica, imparata già osservando il padre anch’egli artista, riesce a creare un ponte tra il vecchio e il nuovo, lanciando di volta in volta un messaggio diverso.

Sicilia Subacquea - Domenico Pellegrino

Sicilia Subacquea – Domenico Pellegrino

Supereroi su palazzi simbolici, segno di rinascita e voglia di ricominciare, la Sicilia sempre protagonista delle sue opere, Domenico Pellegrino è innamorato della sua terra ricca di contraddizioni, del suo mare che protegge, accoglie e respinge al tempo stesso rappresentando tutte le anime di un’isola tesa tra abissi e terraferma.

Eclettico, bohemien, tradizionale, innovativo. Questo è quello che traspare dalle tue opere ma chi è veramente Domenico Pellegrino? Come ti definiresti?

“Mi definisco un pazzo!!! Un innamorato della mia terra e delle tradizioni. Vivo per l’arte e mi piace misurarmi con progetti ambiziosi”.

Tuo papà era un artista e la passione per colori, pennelli, scalpelli deriva dal fatto che ci sei cresciuto in mezzo. Cosa è rimasto dell’arte di tuo padre nel tuo stile?

“Mio padre è stato una figura molto importante per me. Già da piccolo a casa ho vissuto in mezzo a colori, modelle, artisti che frequentavano il suo studio. I colori dei suoi quadri e le storie che raccontano sono tutte siciliane. Mi ha trasmesso il concetto della ricerca, dare dei contenuti ad ogni creazione, l’importanza della tecnica”.

Tra i tuoi progetti più famosi c’è la serie di Supereroi con meravigliosi dettagli della tradizione siciliana. Da cosa è nata l’idea di far indossare le Sicilia a personaggi con poteri straordinari?

Capitan America - Domenico Pellegrino - foto Alessandro Di Giugno

Capitan America – Domenico Pellegrino – foto Alessandro Di Giugno

“I supereroi fanno parte di un mondo preso in prestito e personalizzato secondo le varie esigenze espressive: gli americani hanno sempre avuto un peso mediatico forte sull’Italia e sull’italiano. La dipendenza italiana dagli Stati Uniti prese avvio nell’ultima fase della Seconda Guerra Mondiale, durante lo sbarco alleato in Sicilia in cui vennero poste le premesse per la futura collocazione geopolitica del nostro paese. Alcune immagini pittoriche nell’articolato percorso espositivo ci portano indietro nel tempo e proprio a quel dopo guerra in cui vediamo questi attori, questi supereroi che si pongono con un certo distacco dalla scena, dagli edifici della Palermo bombardata, quasi degli spettatori. In alcuni lavori della collezione Superheros sembrano non curanti della scena che hanno alle loro spalle e in altri sembrano interessati ad essa ma con un senso di straniamento, di dubbio, guardano a questi luoghi come a voler dire: chi ci ha salvato, sostanzialmente ci ha anche distrutto!

Il vero salvatore ed eroe per me è il siciliano stesso che dopo la guerra riesce a ricostruire l’intero paese, una rinascita grazie alla coscienza dei Palermitani che si ribellano e si riprendono le proprie origini, l’indole del siciliano è rispolverare e ricostruire, diventando sia eroe che salvatore di se stesso. I supereroi sono proprio loro, le persone comuni, identificate nei personaggi dei fumetti americani come Capitan America, Spider-man, Batman, Hulk, Catwoman, Silver Surfer, etc. che a loro volta sono paragonati dall’artista agli Dei dell’antichità greca e romana. È come se i siciliani si vestissero con la loro stessa storia, è un atto di trasformazione nel loro abbigliamento grazie ai decori e le trame che troviamo sui carretti siciliani dipinti o nelle vetrate delle chiese, un costume che rimane non perfetto, la superficie, l’involucro, il rivestimento di questi supereroi non è levigata ma ruvida, non rifinita; le opere diventano delle sculture imperfette perché rappresentano l’uomo nelle sue complessità e in particolare nel suo essere non perfetto, terrestre e popolare. Nel mio lavoro vedo in Spider-man il Dio Apollo, unica divinità che rimane con il solito nome sia nel culto romano che in quello greco, in Capitan America il Dio Hermes, in Catwoman la Dea Afrodite etc. si vuole mettere in luce la dualità e il rapporto tra gli Dei della mitologia greca, romana e i suoi supereroi, nuovi Dei contemporanei, che contaminano il territorio e vengono posizionati sempre come statue sui palazzi, luoghi cittadini, interni di case con la costante vicinanza ai fiumi e al mare perché è proprio l’acqua che bagna l’isola della Sicilia dall’interno all’esterno identificando ancora una volta l’essere siciliano nei personaggi.

Uomo-Pietra - Domenico Pellegrino - foto Alessandro Di Giugno

Uomo-Pietra – Domenico Pellegrino – foto Alessandro Di Giugno

Nonostante siano dotati di super poteri questi personaggi sono mortali avvicinandosi ancora di più all’uomo comune: come ad esempio Batman, un eroe i cui poteri non sono innati, ma creati e costruiti sfruttando la scienza e la tecnologia; sottolineo l’umanità di questo eroe e l’artificiosità dei suoi poteri. Il supereroe cela sempre la vera natura, il suo essere una creatura eccezionale sotto la maschera della banalità di un uomo comune; ognuno di noi può riconoscersi e immedesimarsi in loro, come l’artista vede i suoi concittadini.

Nelle mie opere che i critici definiscono anche ricche di ironia, celo dei messaggi sociali: Capitan America e l’Uomo Ragno nei loro gesti e posizioni esprimono un attacco alla mafia, sferrando un pugno, simboleggia la lotta del bene contro il male. Un altro simbolo si ritrova sullo sfondo della foto di Catwoman, unica figura femminile, dove appare il santuario di Santa Rosalia, che nel 1624 scacciò la peste da Palermo, divenendo la protettrice della città. L’Uomo Ragno nella sua posizione frontale ricorda chiaramente il simbolo della Trinacria, di conseguenza la bandiera siciliana e i suoi nessi con Apollo, Dio di tutte le arti. La mia modalità di approccio al classico guarda con particolare attenzione all’antichità greca e romana come alle proprie radici culturali dove la Sicilia diventa l’energia primaria del suo lavoro”.

Dici di essere felice quando lavori ad un progetto nuovo partendo dal disegno, raccontaci in breve come nasce e si sviluppa una tua creazione.

“Tutte le mie opere nascono da ricerca, tecnica, scambi culturali con artisti collezionisti e operatori del settore. Molto spesso vengo influenzato dalle tradizioni di un luogo ovunque esso sia. Rispetto le tecniche antiche e l’artigianato. Spesso le storie antiche sono la mia musa ispiratrice”.

Hai incantato tutti con la Sicilia luminosa posta sui fondali marini di Lampedusa. Quale messaggio vuoi trasmettere con quelle luci?

Domenico Pellegrino - foto Alessandro Di Giugno

Domenico Pellegrino – foto Alessandro Di Giugno

“La mia Sicilia, terra di approdo e di accoglienza, diventa terra di luce e nel suo mare trova la sua collocazione migliore. Io immagino una luce che dà speranza, una luce che nel suo di significato divino riconduce alla vita, all’amore, alla verità. La Sicilia illuminata è rimasta solo per qualche giorno in fondo al mare. Ci tornerà nell’estate del 2017, dopo aver fatto un giro fra musei (tra cui quello d’arte contemporanea di Palermo Belmonte Riso) ed altri luoghi di cultura. Nel frattempo si lavora ad un video che possa raccontare questa esperienza che narra d’arte, immigrazione ed anche di Sicilia. Una Sicilia in forma smagliante che sa di poter essere un vero collante fra le tante culture del mondo. Un luogo da scoprire ed esplorare senza differenze fra credi o colori della pelle. La Sicilia, mare di luce, è stata realizzata in ferro zincato, dipinto a mano, di circa 4mt di lunghezza, dal peso di 160 kg, con un sistema di luminarie con luci Led. Mi inspiro infatti alle luminarie popolari ed ai carretti siciliani per le mie  opere d’arte scultorea”.

Quali sono le altre installazioni che, insieme alla Sicilia di Lampedusa, fanno parte del progetto “Cosmogonia Mediterranea”? Ci sono novità in arrivo?

“Il progetto Cosmogonia Mediterranea è un progetto in via di sviluppo, che lega il mare e i waterfront alla storia tragica di cui i nostri mari sono luogo e di cui vite provenienti da altri paesi sono i tristi protagonisti. A Palazzo de Seta, sul waterfont di Palermo, è installata la Sicilia, visibile tutte le sere dal tramonto in poi. Cosmogonia Mediterranea è anche una mostra che girerà alcuni dei più importanti musei, la prima tappa è fissata il 3 ottobre in occasione della Giornata Nazionale in Memoria dei Migranti, al Riso, museo d’arte contemporanea di Sicilia a Palermo”.

Foto di copertina by Alessandro Di Giugno

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