Palermo, Camera delle Meraviglie </br> La scoperta della melodia nascosta

Palermo, Camera delle Meraviglie
La scoperta della melodia nascosta

Il musicista traspone su pentagramma i segni sulle pareti e scopre una melodia.

PALERMO – La Camera delle Meraviglie di Palermo non poteva avere un nome più azzeccato. Le ultime ricerche, infatti, hanno svelato una melodia nascosta tra le decorazioni delle pareti blu. A fare una composizione per orchestra di questa musica celestiale e pacifica è stato il musicista palermitano Giuseppe Mazzamuto, al quale abbiamo chiesto di raccontarci la scoperta.

Da un semplice dubbio alla stupefacente scoperta. “Il proprietario della Camera, Giuseppe Cadili – ci racconta Giuseppe Mazzamuto -, mi ha contattato mesi fa dicendomi che una ragazza aveva visitato la stanza avanzando il dubbio che ci fossero delle note celate in queste scritte. Mi ha chiamato per avere un parere professionale ma confesso che inizialmente ero molto scettico anche se incuriosito, così ci sono andato e ho guardato le pareti con un occhio musicale che andasse oltre alla scritta araba e ho notato dei movimenti neumatici”.

La convalida scientifica

A quel punto non ci si poteva più fermare. “Si ripete più volte la stessa frase in arabo, scritta a mano – continua -, che recita ‘Sia lodato Dio, niente è simile a lui’. Ho analizzato ogni singola frase sovrapponendole e, tramite la sovrapposizione, i neumi sono risultati molti più chiari. Per dare validità scientifica a quello che avevo appena scoperto, ho sovrapposto un pentagramma sui neumi con un foglio trasparente e la cosa incredibile è che tutti i neumi si incastravano perfettamente negli spazi del pentagramma”.

Giuseppe Mazzamuto. Copyright foto: Arturo Di Vita.

Una doppia melodia

Una melodia leggibile sia da destra verso sinistra che viceversa. “Il terzo passaggio fondamentale della ricerca, che ancora è in divenire – spiega Giuseppe Mazzamuto -, era verificare se questa melodia avesse un senso compiuto, non solo in modo tradizionale con una lettura da sinistra verso destra ma, visto che si trattava di una frase araba, ho provato a suonarla in forma speciale al contrario. La frase cambiava di senso ma era comunque di senso compiuto, sono praticamente due melodie diverse in una”.

Scoperte che si incastrano a vicenda in un gioco di conferme. “Le ultime ricerche sulla frase – dice il musicista palermitano – hanno dimostrato che all’interno di quella araba se ne legge una in latino (‘Recto lucet’ ndr), ulteriore conferma alla mia ricerca, la doppia melodia era veramente creata su questa frase”.

Giuseppe Mazzamuto. Copyright foto: Arturo Di Vita.

Il messaggio di pace

Un inaspettato messaggio di pace tra le mura della Camera delle Meraviglie. “Quando sono arrivato ero assolutamente dubbioso – racconta Mazzamuto -, non pensavo ci fosse nulla del genere, credevo in realtà fosse solo una suggestione creata da questa ragazza e sono entrato con molto scetticismo. Dopo mesi e mesi di ricerca, perché ci ho lavorato tantissimo, è venuta fuori una melodia incredibile molto pacifica, chi l’ha pensata voleva mandare un messaggio di unione tra i diversi popoli.”

L’arrangiamento per orchestra

Da una semplice sequenza di note ad un arrangiamento per orchestra. “Ultimo passaggio dopo la scoperta della melodia – spiega il compositore – era trattarla dal punto di vista compositivo con arrangiamento per orchestra, darle un vestito compositivo, e ne è venuto fuori un arrangiamento che dura circa due minuti. È la mia rilettura, perché quado si fa un arrangiamento ogni arrangiatore fa una sua lettura, è come una modella con delle linee e misure ma ogni stilista riesce a ridisegnare su quelle misure un vestito diverso”.

Giuseppe Mazzamuto. Copyright foto: Arturo Di Vita.

La ricerca continua

La ricerca continua e si apre a nuove scoperte. “Ci possiamo aspettare altro – racconta Mazzamuto -perché sto continuando la mia ricerca. Questo è stato il primo passaggio, importante dal punto di vista scientifico, ora che è realtà concreta ci sto ancora lavorando e qualcosa potrebbe venirne fuori”.

Una scoperta che ha cambiato il modo di vedere le cose del musicista palermitano. “Spesso si tratta di luoghi privati di non facile accesso – conclude Giuseppe Mazzamuto -, però da adesso guardo con occhio musicale anche una semplice scritta, è come quando si chiede cosa si veda davanti ad una immagine, dipende con che tipo di attenzione la guardi e possono venire fuori piacevoli scoperte”.

ASCOLTA LA MELODIA QUI

Copyright foto di copertina: Arturo Di Vita

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