Jazz alla conquista dell’Oriente </br> A tu per tu con Chiara Minaldi

Jazz alla conquista dell’Oriente
A tu per tu con Chiara Minaldi

Da Agrigento alla Corea, passando per Palermo. Storia di un successo tutto siciliano.

Primo e decimo posto nella classifica della Corea del Sud, conosciuta in Thailandia, Turchia, Giappone. Di chi stiamo parlando? Si chiama Chiara Minaldi, ed è una giovane dal talento tutto made in Sicily. L’abbiamo voluta conoscere meglio con questa intervista.

Come nasce il tuo percorso artistico?

“Il mio papà è un chitarrista rock, perciò sono cresciuta ascoltando di tutto, principalmente la musica degli anni ’60 e ’70, passando dai Dire Straits ai Pink Floyd. Divenuta un po’ più grande, volendo conoscere quello che c’era oltre questo mondo, mi sono affacciata al jazz, facendo ancora un passo indietro temporalmente. Quando sono venuta a studiare Biologia a Palermo nel 2000-sono originaria di Agrigento-ho scelto di frequentare una scuola di canto, perchè volevo perfezionarmi. Avevo già un piccolo gruppo con cui mi esibivo a casa, ma volevo che questa mia passione diventasse qualcosa di più. L’unica scuola che in quel momento mi sembrò più valida era una scuola jazz, per cui iniziai ad ascoltare e cantare questo genere. Quindi da allora per alcuni anni,almeno fino al 2007 ho cantato solo jazz, col tempo avvicinandomi poi a quello che è il ‘mio jazz’, il funk più moderno e comprensibile all’ascolto anche per le persone che non sono propriamente competenti, ispirandomi alla musica nera americana, e alle voci di James Taylor, Joni Mitchell, Stevie Wonder”.

Come ti sei affacciata sulla scena orientale invece?

“L’anno scorso ho registrato il mio primo album che comprende quattro brani inediti, di cui tre scritti da me e sette cover, che in realtà sono poi riarrangiamenti di brani internazionali. Amo chiamare questo album ‘diario’, un diario di bordo, come se fosse un viaggio. Le cover sono state riarrangiate in chiave jazz da Mauro Schiavone, che è il pianista e l’arrangiatore del disco, brani che hanno segnato in dieci anni di musica professionale la mia vera essenza. Ci puoi trovare Sting, i Massive Attack, Joni Mitchell, quindi musica anche un pò diversa dal classico jazz, ma grazie alla quale io sono quella che sono adesso. Il disco è uscito il 16 marzo scorso, e un mio carissimo amico e producer, Vincenzo Callea, ha visto il videoclip che ho girato l’anno scorso e mi ha chiesto di farlo vedere a suoi conoscenti che si occupavano di jazz. Il video è piaciuto molto e mi è stato chiesto di far ascoltare tutto l’album. Da li sono stata contattata e a settembre ho firmato un contratto con l’etichetta R.N.C Music, produttori di gruppi anche internazionali come ad esempio i Gabin e così il mio disco è stato distribuito in quei paesi in cui avevano contatti attraverso la produzione digitale, come la Corea del Sud. Così il brano “River” è arrivata alla prima posizione di una classifica jazz digitale e al decimo posto della stessa classifica c’era un mio inedito. Il 18 marzo è uscito l’album in formato digitale, ma verrà poi anche realizzato nel formato classico, in Gippone e lo stesso avverrà in Malesya e a Singapore, dove è stato molto apprezzato. Anche altri paesi si sono fatti avanti,come la Romania e la Grecia e in Turchia è uscita una compilation che conteneva anche un mio brano,”Evidente stato d’animo”. Infine è previsto un tour in Giappone, ancora non abbiamo stabilito le date, e una esibizione al Blue Note, locale che storicamente rappresenta il jazz nelle maggiori città, di Tokyo”.

Come vivi questo successo?

“Ancora non riesco a capacitarmene del tutto. Gli artisti solitamente amano stare al centro dell’attenzione, io non mi do arie. Ho cominciato a capire che qualcosa si stava muovendo quando le prime radio e tv locali hanno chiesto d’intervistarmi. Sono davvero molto contenta di tutto questo”.

 

Qui un medley con i brani cantati da Chiara Minaldi:

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