La Bella e la Bestia in live action </br> Differenze con l’originale

La Bella e la Bestia in live action
Differenze con l’originale

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Dopo 26 anni la Disney torna al cinema con il classico animato.

La trama la conosciamo un po’ tutti, rielaborata e ripresa più volte nella storia del cinema come metafora del vero amore che va al di là delle apparenze e proviene direttamente dal cuore. Belle, caparbia e stravagante finisce per innamorarsi del principe/bestia il quale, grazie a un sentimento mai provato fino a quel momento, riesce a rompere l’incantesimo che aveva condannato sé stesso e gli abitanti del suo castello all’oblio e alla perdita dalla forma umana.

Dopo più di un anno d’attesa e una campagna pubblicitaria intensiva, arriva sul grande schermo la rielaborazione in live action dell’omonimo classico animato del ’91. Dopo 26 anni la Disney ci riprova e ci riesce ancora dopo aver conquistato con l’originale il primo Oscar come miglior film assegnato a un film d’animazione.la-bella-e-la-bestia-2017-live-action

Il regista Bill Condon ha deciso infatti di non modificare quasi nulla rispetto al precedente mantenendo addirittura le stesse inquadrature e gli stessi movimenti di macchina. Ad aiutarlo, oltre alle scenografie curate nei dettagli, anche la computer grafica: un esempio su tutti la scena simbolo sulle note di “Stia con noi”, notevole per colori e fotografia.

Ma se sono ovvie le somiglianze molte di più sono le differenze.

SPOILER ALERT

A cominciare dalla premessa iniziale, inesistente nella prima versione, che storicizza e colloca la trama in un momento storico preciso, il ‘700 post-rivoluzione francese. A sottolinearlo la nomina di Gaston come “capitano” che ha combattuto, si dice, durante appunto la rivoluzione. Il personaggio di Belle appare meno perfetto di quanto abbia fatto apparire casa Disney, presuntuosa e altezzosa per gli abitanti del villaggio per la prima volta nominato come Villeneuve. Se continuiamo con i personaggi dobbiamo necessariamente sottolineare la caratterizzazione di Le Tont, il braccio destro di Gaston, non maldestro ma per la prima volta gay, elemento che avrebbe causato la censura del film in Malesia. Tra gli oggetti animati, inoltre, è stato introdotto il clavicembalo Cadenza, interpretato da Stanley Tucci.la-bella-e-la-bestia-luke-evans-personaggio-gay

Veniamo alle differenze musicali. I testi dei brani infatti appaiono arricchiti di nuove strofe e per questo nettamente modificati pur mantenendo la stessa partitura e i ritornelli base.

Inoltre nello sviluppo sono stati inseriti componenti inediti: il flashback che dà una vaga spiegazione del carattere scontroso del principe, il tentato omicidio di Maurice da parte di Gaston, la presenza del libro magico che permette a Belle di scoprire la verità sulla madre e un finale a sorpresa.

Si è deciso di riammettere un dettaglio presente nella favola originale di Jeanne-Marie Leprince de Beaumont e che nel film animato era stato cancellato: Maurice viene cacciato dal castello perché ruba una rosa dal giardino del principe per portarla alla figlia.

Infine il paradosso di questo remake riguarda la scelta degli attori. Se gli antagonisti, Gaston interpretato da Luke Evans e Le Tont da Josh Gad, risultato ben interpretati e costruiti tali da creare un’affiatata coppia comica, i protagonisti Emma Watson e Dan Stevens esagerano con la teatralità dimostrandosi poco espressivi e coinvolgenti.

Un consiglio? Guardatelo in 3D.

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