Grey’s Anatomy 12 </br> Commento alla seconda puntata

Grey’s Anatomy 12
Commento alla seconda puntata

Puntata numero 2 e tante, tantissime riflessioni da fare.

Affezionati del Grey-Sloan Memorial Hospital, bentrovati.

Ieri sera su foxlife è andata in onda la seconda puntata di questa dodicesima stagione che, a mio avviso sta partendo bene. Si è percepita un’atmosfera diversa, ha qualcosa di più frizzante e dinamico che, ci si augura, si protrarrà per il resto della stagione. Un elemento che continua a saltare all’occhio è il triangolo Meredith-Maggie-Amelia, questa nuova dinamica tra amiche-sociodisastrate-coinquiline mette in evidenza ancora di più le caratteristiche dei singoli: la calma e la bontà d’animo della Pierce, le agitazioni e i deliri di onnipotenza della Shepherd e per quello che concerne la cara, ormai vecchia Grey, si può decisamente dire che sta tornando ad essere quella di una volta: ostinata in quello che fa ma alle volte svampita (si ringrazia calorosamente Steph portatricedipioggia Edwards).

Meredith in questo episodio è decisamente da apprezzare, nella sua fermezza, nel suo affermare con forza: “merito di meglio” e nel suo incontro-scontro con la Bailey. Anche se il suo personaggio pare ancora piuttosto marginale, in questa puntata ha dato prova che Meredith c’è (da qualche parte), ed esiste a prescindere da Derek e Cristina. C’è comunque da considerare che la puntata è stata quasi del tutto Mirandacentrica. O Nazicentrica, per meglio dire. I fedelissimi, si saranno sicuramente commossi nel sentire quel nome: Miranda La Nazista è di nuovo tra noi.greys

Nel suo nuovo ruolo di capo, Miranda è tornata ad abbaiare regole di continuo. Sebbene le dinamiche di allora fossero diverse, nella nostra Nazi c’è molta più capacità di autoriflessione e più dolcezza. C’è una forza intrinseca nel personaggio della Bailey che è innegabile e la rende una delle donne più dure delle serie tv. È categorica ma pronta a migliorare, e non è una caratteristica riscontrabile in tutti i personaggi. Assolutamente magistrale l’immortale, intramontabile, insostituibile e inimitabile maestro: il Dottor Webber. Tutto ciò che Webber ha fatto è stato perfetto, giusto, pieno di affetto. Papà Webber, altra costante oltre la tequila dopo dodici stagioni (preparatevi psicologicamente, gli capiterà a breve qualcosa, la giostra di Shondaland non risparmia nessuno).

La sciagura della serata era costituita da questa dinamica e dal tragico-ma-non-impossibile intervento che ha visto partecipi i nostri dottori, più che altro funzionale alla metamorfosi di Miranda da dittatore megalomane a leader. Di pari passo, come al solito, si sono sviluppate altre vicende, più inerenti al pilot dei nostri sciagurati protagonisti. I punti più importanti sono stati senza dubbio: April nella bolla, la rabbia di Jackson e il mio cuore nel tritacarne.

April, relegata in quarantena, ha passato in rassegna tutte le emozioni possibili durante questo episodio: tristezza, speranza, disperazione, irritazione – il cui apice assoluto è stato il 911 mentre Jackson operava -. È innegabile che lei stia davvero tentando di sistemare la situazione con Avery, ma è altrettanto vero che il nostro “dottor cioccolatino” ha le sue ragioni per essere infuriato. Il muro di vetro in cui è contenuta April è un eccezionale rappresentazione fisica di tutti i rancori e dolori che impediscono loro di vedersi chiaramente. Questa puntata, volendo o meno, ha realizzato materialmente la divisione che sta distruggendo i Japril (e un po’ anche noi, non negate). La chiusura di April nella bolla, non avrà avuto grandi risultati con Cioccolatino, ma ha comunque avuto effetti positivi sul restante staff dell’ospedale.

12272647_10208515080864472_450258101_nIndicativi in questo senso i “film mentali” da quattordicenne di Amelia, le confessioni da altrettanto quattordicenne di Owen ad April, quelle di Richard ad April e infine di Arizona ad April. Ma tralasciando il ritorno alla pubertà che ha dilagato in tutto l’ospedale, altro punto da tenere in considerazione è il déjà-vu in ascensore. Abbiamo motivo di credere che sia l’ambiente naturale di corteggiamento degli Shepherd. Owen e Amelia alla fine sono due sopravvissuti, un soldato con disturbi da stress post traumatico e un neurochirurgo ex tossicodipendente. Come si può non adorarli? È una delle accoppiate più vincenti in tutta la storia del Grey-Sloan Memorial; anche se in realtà la loro partenza è stata abbastanza lenta.

Riusciranno a prendere il via? Voi che ne pensate? Riusciranno a combattere i loro disagi? Owen sarà in grado ad andare oltre Cristina? Amelia smetterà di vedere Owen solo come un buon amico? A tal proposito, e con questo concludiamo, citando qui la splendida conversazione tra Amelia e Callie, che si aggiudicano il premio della settimana:

A.: “Hai mai avuto un amico che era proprio un buon amico, ma volevi solo pomiciarci tutto il tempo?”

C.: “Oh si. Si, l’ho fatto per anni”

A.: “E cosa è successo?”

C.: “Sofia”.

Mark Sloan, manchi come manca il pane agli affamati.

Per questa settimana è tutto, attendiamo ansiosamente il prossimo giro di giostra.

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