Disturbi ossessivi o semplici manie? </br> Vediamo qual è la differenza

Disturbi ossessivi o semplici manie?
Vediamo qual è la differenza

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La psicologa Valentina Ventrella fa un po’ di chiarezza su questo delicato argomento.

PALERMO – Ognuno di noi ha delle ‘manie’: comprare scarpe o borse, avere sempre tutto secondo il proprio ordine, ordinare i vestiti nell’armadio per colore o modo d’uso. Spesso però queste manie vengono scambiate per disturbi ossessivi compulsivi. Ma qual è il confine che li separa? Lo abbiamo chiesto alla psicologa Valentina Ventrella.

“Il disturbo ossessivo-compulsivo, denominato DOC, è uno tra i disturbi clinici che desta maggiore interesse per la sua diffusione – ha spiegato la dottoressa – il disturbo si manifesta attraverso ossessioni o compulsioni che, per almeno un’ora al giorno, interferiscono con le attività quotidiane. Le ossessioni possono essere rappresentate da pensieri, immagini o impulsi che l’individuo tenta di allontanare senza riuscirci. Sono contenuti mentali intrusivi che rimangono nella mente e la imprigionano. Le compulsioni rappresentano dunque la soluzione per neutralizzare o ridurre l’ansia causata dell’ossessione e possono manifestarsi sotto forma di rituali comportamentali ad esempio, il lavaggio delle mani ripetuto, in alcuni casi, fino a 20-30 volte al giorno, oppure come rituali mentali, come ad esempio preghiere o formule scaramantiche per esorcizzare ossessioni che minacciano l’integrità delle persone care. Qualunque sia la forma con cui le compulsioni si manifestano hanno sempre lo scopo di ridurre uno stato emotivo sgradevole innescato da un contenuto ossessivo”.

Molto spesso però il disturbo ossessivo compulsivo viene scambiato per una semplice mania o vezzo. Vediamo come si distinguono.

La dottoressa Valentina Ventrella.

La dottoressa Valentina Ventrella.

“Le manie sono gesti o comportamenti che mettiamo in atto abitualmente e che fanno parte del nostro atteggiamento, come quando si usano determinate espressioni o modi di dire nei nostri discorsi – ha continuato – si tratta di veri e propri gesti automatici che possono intensificarsi in momenti di stress o di tensione ma che in ogni caso non rappresentano un problema per la nostra vita di relazione. Sono piuttosto piccole abitudini che caratterizzano il nostro modo di atteggiarci e di comportarci. Il Doc, a differenza della mania è intrusivo, ovvero l’individuo che ne soffre ha la sensazione che le ossessioni siano indipendenti dal flusso di pensieri che li precede, come se arrivassero nella mente all’ improvviso ed è fastidioso, perché crea un disagio “.

Ma come si manifesta questo disturbo?

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“Le ricerche scientifiche degli ultimi 30 anni concordano nel ritenere che questi disturbi siano determinati da fattori genetici e ambientali. Quando parlo di fattori ambientali mi riferisco a quello stile educativo che si basa sul senso di colpa e sull’esagerato senso di responsabilità. In particolare, manipolare il senso di responsabilità nei figli influenza l’intensità e la frequenza delle ossessioni”.

Come per ogni problema ovviamente esiste un rimedio. L’importante è rivolgersi ad un medico.
“La psicoterapia cognitivo comportamentale da ottimi risultati – ha concluso la dottoressa – affiancata comunque ad una terapia farmacologica”.

QUI il sito della dottoressa Ventrella.

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