Desiderate il dono dell’ubiquità? </br> Adesso è possibile con “Ubiatar”

Desiderate il dono dell’ubiquità?
Adesso è possibile con “Ubiatar”

Visitare luoghi molto distanti da noi non è mai stato così semplice

Quante volte capita di vedere una spiaggia bianchissima che si affaccia sul mare cristallino e pensare con aria sognante: “Quanto vorrei essere lì in questo esatto momento…”? L’unica possibilità sarebbe smaterializzarsi e teletrasportarsi all’istante. Ma come? Da adesso potrete avverare i vostri desideri con Ubiatar, l’app progettata da alcuni ingegneri del Politecnico di Torino per viaggiare senza spostarsi da casa.

ubiatar

No, non siamo in un episodio di Star Trek ma in una realtà aumentata offerta da avatar in carne ed ossa. Ciò che infatti fin ad ora è stato impensabile, ossia visitare luoghi molto distanti da noi senza spostarsi, è reso possibile dal sistema alla base di Ubiatar. Questa app innovativa inoltre offre posti di lavoro diventando avatar al servizio degli utenti iscritti al canale.

Come funziona Ubiatar?

Immaginiamo quindi di voler visitare gli Champs-Élysées o Times  Square. Tramite il suo smartphone lo Usar (l’utente) si collegherà a un Avatar che sta passeggiando a Parigi o a New York. Gli occhi e le orecchie dell’avatar si trasformeranno in quelle dello usar che potrà anche guidarlo come se fosse un corpo remoto. Queste indicazioni verranno inviate tramite una GUI (interfaccia grafica utente) sovrapposta al video girato in contemporanea.

Visitiamo Las Vegas

Il tempo di utilizzo di Ubiatar verrà trasformato in Ubiatar Coin, una moneta virtuale che verrà corrisposta all’avatar. L’applicazione è già disponibile sulle piattaforme di App Store e Google Play ma verrà ufficialmente presentata a livello internazionale al CES 2018 di Las Vegas, la più importante convention elettronica al mondo. E’ inoltre possibile esprimere un proprio giudizio sull’esperienza in Ubiatar.

I programmatori infatti, alla fine della user experience, danno la possibilità all’utente di dare un proprio feedback sull’utilizzo dell’app e persino sul comportamento dell’avatar. Questi dati serviranno per stilare una classifica basata sull’efficienza dei singoli avatar e migliorare così gli accessi successivi.

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