Dalla Spagna arriva ‘Gik’ </br> Il vino blu che fa discutere

Dalla Spagna arriva ‘Gik’
Il vino blu che fa discutere

È stato lanciato nel 2016 da una startup, il vino dall’eccentrico colore blu spopola fuori dall’Europa.

PALERMO – No, non è uno scherzo, il vino blu esiste, si chiama “Gik” ed è stato lanciato sul mercato nel 2016 da una startup spagnola. Dopo un primo boom per la stravagante bevanda, le polemiche non hanno tardato ad arrivare e l’azienda spagnola è stata addirittura multata.

Il colore blu è del tutto naturale. Gik è composto da un mix di uve bianche e rosse, tra cui Airén, Syrah e Garnacha, a cui vengono aggiunti coloranti organici, dopo la fermentazione. Sembra infatti che siano dei pigmenti interni alla buccia dell’uva, le antocianine, a dare quel colore che lo avvicina ad una bevanda energetica, ma non di certo ad un vino. Il vino blu, servito a circa 8 gradi, accompagna bene sushi, salmone affumicato e nachos con guacamole, lo dimostrano le circa 120 mila bottiglie vendute tra Giappone, Corea del Sud e Brasile.

Una scelta che si annuncia come una sfida per il mercato. Il Gik è stato prodotto in Europa, dove la tradizione del vino è molto lunga ed è difficile riuscire a scardinare la sua storia imponendosi con un colore così distante dal consueto. In Italia, però, non è ancora arrivato e sembra nessun produttore di vini italiano l’abbia ancora assaggiato. Per fortuna, secondo alcuni.

Il vino si rivolge soprattutto all’Inghilterra. Sembra che la startup abbia volontariamente puntato ad un mercato inglese, perché più aperto alla tecnologia – a cui richiama il colore blu – e perché ritenuto ancora influenzabile. E qui scatta una domanda, volevano forse dire che gli inglesi non capiscono alcunché di vino?

Dalla Spagna stessa arrivano una multa e un fermo. A febbraio 2017 la sezione basca del Ministero dell’Agricoltura ha imposto un fermo alla produzione e una multa per la startup. Il motivo è semplice: Gik non rispetta le norme statali per la produzione del vino. Di fatto sembra che non ci siano regole che vietino l’uso del colore blu, ma neanche che lo permettano.

La sturtup non è d’accordo e lancia una petizione online. I founder di Gik non si ritengono vignaioli ma creatori, la loro vuole essere una bevanda divertente, che esca fuori di soliti schemi del vino ma sanno anche di sfidare una tradizione millenaria. Per riprendere la produzione, hanno deciso di modificare leggermente la composizione della loro bevanda: sarà composto per l’1% da mosto di uva, in modo da non poter essere considerato vino puro. I produttori di Gik però non sono d’accordo con la multa e per sensibilizzare il pubblico hanno lanciato una petizione online.

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