Cose da matrimonio </br> I tre regali sgraditi agli sposi

Cose da matrimonio
I tre regali sgraditi agli sposi

Quando il sorriso dei novelli sposi diventa di circostanza. Tre regali da evitare.

Un matrimonio ha bisogno di almeno un anno di organizzazione. Dalla chiesa al ricevimento, ai fiori, alla musica, ai libretti, alle partecipazioni, alle bomboniere, all’animazione per i bambini, le luci, i ventagli se fa caldo e le stufe se fa freddo. È vero, chi sta vicino agli sposi si stressa tanto quanto loro a sentirne le lamentele per le ‘mille cose da fare’. A circa due mesi dalle nozze, l’ansia di chi sta loro vicino inizia a riguardare anche il temibile settore dei regali.

Da qualche tempo è sparita anche la fortunata dicitura ‘regalo in busta’, che permetteva di lavarsene simpaticamente le mani rimpinguando le tasche vuote degli sposi e delle loro famiglie. Ultimamente, invece, la tendenza è quella di incoraggiare gli invitati a contribuire al viaggio di nozze, fino a pagarlo interamente.

Una scelta coraggiosa e audace: in tempi di crisi, se tutti gli invitati si uniscono per bene, si può arrivare in Polinesia, o nella tanto gettonata Dubai, a costo zero per chi ha appena detto sì davanti all’altare. Tuttavia, specialmente i parenti più anziani, hanno questa reticenza al regalo di nozze cumulativo, preferendo un bel dono antico, di un certo valore non solo monetario, ma soprattutto affettivo. E gli sposi, puntualmente, sfoggiano un sorriso tanto tirato quanto tradito dallo sguardo assassino: “Un anno per organizzare un giorno, e mi regali una cornice d’argento?!”.

Ecco a voi tre consigli per evitare di rientrare per sempre nella lista nera degli invitati:

·    I quadri. O i set, di quadri. Piccoli, grandi, tele di paesaggi, di donne che allattano al seno, di famiglie, di campi lontani, o, peggio ancora, riproduzioni di originali. Oltre al gusto personale degli sposi, che possono o meno amare l’arte e, in particolare quel tipo di arte che piace a voi, i quadri si possono contare ormai sulla punta delle dita. Spesso vengono scelti solo se la parete attrezzata non è abbastanza grande, o se le mensole hanno lasciato un muro scoperto. Ad ogni modo, nessuno, ormai, tollera i quadri a soggetto religioso. Quelli, in qualunque situazione, vanno lasciati al negozio.
·    La cornice porta-foto. D’argento, addirittura d’oro, la cornice è il regalo per eccellenza per matrimoni e anniversari di matrimonio. Viene presentata in una carta barocca, spesso in scatole blu con loghi dal nome altisonante. Prima ancora di vedere il dono in sé viene mostrata l’etichetta che dimostra che tipo di argento è, con commenti sul suo prestigio. Perfetto arredamento per la sala da pranzo, spesso rimangono vuote per anni, perché nessuno stampa più fotografie formato A3 o superiori. Sempre che vengano esposte, poi, e che non finiscano in soffitta o come riciclo di regali a Natale. Meglio evitare.
·    Soprammobili. Oggettistica in ceramica, cristallo o (spesso finto) Swaroski. Chi non ha un cigno di cristallo a casa propria? In pochi possono vantare di alzare la mano. Più piccoli sono, più costano, e più facilmente si rompono: questi soggetti a volte panciuti, a volte animaleschi, sono ormai odiatissimi dalle mogli che, nella maggior parte dei casi, sono anche donne in carriera. Definiti come ‘prendi-polvere’, vanno a finire nelle vetrine della sala da pranzo e guardati solo quando, per l’appunto, devono essere spolverati. Se la tolleranza è lunga e l’affetto verso il donatore è profondo, basta uno sbuffo e viene rimesso al suo posto. Altrimenti, ed è la maggioranza dei casi, alla prossima visita in casa, quando chiederete che fine abbia fatto, aspettatevi uno “Zia, mi è caduto mentre spolveravo!”.

Vi abbiamo avvisato. Contribuite al viaggio di nozze. E se siete amici dello sposo, poi, lanciatevi sull’ultima console tipo X-Box o Playstation: forse la moglie vi odierà, ma lui vi reputerà il suo migliore amico anche per più tempo della durata del matrimonio.

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