Cose da matrimonio </br> I genitori degli sposi

Cose da matrimonio
I genitori degli sposi

Spassoso appuntamento con l’ironica finestra domenicale che si occupa di matrimoni.

Per una volta, siamo noi a permetterci di dare un consiglio alle weddingplanner che ci leggono da ogni parte della Sicilia: quando incontrate i futuri sposi e decidete con loro ogni dettaglio del giorno più bello della loro vita, non dimenticate di prendere in considerazione i veri giudici impietosi della situazione. I genitori di entrambe le fazioni. Si sa che “il giorno del matrimonio non ti accorgerai di niente”, ma questo vale esclusivamente per i neosposini. Se c’è qualcuno che si aggira per i tavoli, che controlla la lunghezza di ogni fiocco al tovagliolo, che esamina al centimetro la lunghezza del velo, che arriva in Chiesa con uno Zanichelli per controllare se il tipografo ha usato le giuste accentazioni o meno, questi sono proprio i GENITORI. Hanno cresciuto i loro pargoli per portarli all’altare, consigliandoli in maniera più o meno – spesso più – impicciona sul da farsi, e proprio in quella giornata non si risparmieranno in commenti di ogni tipo sull’evoluzione e organizzazione della cerimonia e del banchetto di nozze.

Esempi pratici sui commenti più diffusi:

“Ma come ti vesti?!”. Li vedi lì, appostati all’inizio della scalinata della Chiesa a commentare l’arrivo dei cugini di terzo grado, degli zii americani, di quelli che “ah ma era ancora vivo?”, con gli occhi puntati esclusivamente sul tipo di stoffa, sulla lunghezza della gonna, sul colore troppo acceso e sulla scarpa con il tacco che rende tutte delle inesperte trampoliere abituate, al massimo, alle ballerine. È un continuo scuotere la testa. È un vero e proprio giorno del giudizio. Il colore più odiato è, senza dubbio, il salmone. Troppo pacchiano, troppo volgare, troppo inadeguato. Tutti amiamo le scollature, ma se hai una taglia che supera la terza di reggiseno è meglio evitare corpetti e vestiti con le coppe, onde scongiurare l’effetto fioriera su balcone. E mai, mai, mai osare il bianco. Mai. Il bianco è riservato alla sposa. Sarebbe offesa mortale.

“E quello è un regalo?”. Ancora vige, in Sicilia, la concezione che “abbiamo pagato assai, ma almeno c’abbiamo ripreso con i regali” (citazione fedele all’originale). In realtà è una frase più sperata che pronunciata effettivamente, dal momento che, se i prezzi dei catering a persona continuano a salire, la spesa affrontata dagli invitati per i regali continua a diminuire. Così si verificano casi per cui le odiate cornici d’argento, di cui abbiamo già parlato su LeiSì, diventano di nuovo diffuse e largamente donate. La macchinetta del Nespresso viene condivisa da sette persone, il contributo sul viaggio di nozze è decisamente ridotto rispetto alle aspettative e, dulcis in fundo, se abbiamo una lista nozze è perché i regali fuori dalla lista nozze non li vogliamo. Sposi e genitori, vi rassicuriamo su una cosa: non è che non capiscono. È che non vogliono capire.

“Caldo/freddo/scotto/crudo”. Purtroppo, spesso, succede: più invitati ci sono, più il cibo è soggetto a critiche di ogni tipo. Potrebbero essere raccontati innumerevoli episodi e aneddoti sul fritto troppo fritto o sul pesce crudo – c’è gente che non distingue la cottura attraverso la marinatura dal crudo, è così -, ma ciò che è certo è che, se ne fosse data la possibilità, i genitori degli sposi si metterebbero in cucina a tastare ogni alimento per giudicarne la qualità prima di farlo arrivare ai tavoli. Roba che Gordon Ramsey sembrerebbe un angelo. Peggio ancora quando le critiche vengono riferite dagli ospiti ai genitori: la gara al matrimonio passato più impegnativo, più disastroso o da invidiare, imitare e superare è dietro l’angolo. E il tutto si gioca proprio sul cibo. Il segreto, in questo caso, è fregarsene. Se farai troppo è uno spreco, se farai di meno avrai puntato al risparmio; se hai preferito una cottura più leggera avrai lasciato tutti digiuni, se avrai abbondato con il fritto dovranno correre in farmacia per un gastroprotettore. Nessuno si dirà mai pienamente soddisfatto. Specie un genitore – degli altri, ovviamente -.

 Menomale che ci sono loro: sempre pronti a farci da scudo per le critiche e a notare i difetti che non riusciamo a vedere, le mamme e i papà (va bene, le mamme soprattutto) hanno un occhio particolare per ognuno dei propri figlioli. Figuriamoci quando hanno sborsato fior fior di quattrini per farli felici un giorno!

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