Cose da matrimonio </br> Come scegliere l’anello nuziale?

Cose da matrimonio
Come scegliere l’anello nuziale?

Una guida completa per non fallire nella scelta della fede nuziale.

“Cause if you liked it, then you should have put a ring on it” cantava Beyoncé, mostrando la totale assenza di cellulite e la tenuta paurosa del fiato con le altre due ballerine accompagnatrici nel suo video del 2008 Single Ladies. Mai parole furono più azzeccate: la consegna dell’anello è atto irrinunciabile almeno in due momenti, quello della proposta e quello dell’altare. In entrambi i casi, i futuri mariti hanno l’obbligo di porre la massima attenzione sulla scelta per non deludere le aspettative della dolce donzella dai gusti difficilissimi e dalle pretese introvabili. Perché, diciamocelo chiaramente, anche quelle che abbinano pantaloni rossi a sciarpe verdi e maglioncini blu, anche quelle che tingono i capelli di ciocche arcobaleno per andare ad un concerto dei Green Day, anche quelle che “il pigiama è uno stile di vita”, al momento dell’anello, diventano degne eredi di Enzo Miccio.

Il consiglio classico è quello di chiedere alle amiche della sposa. Loro conoscono i gusti di lei, a differenza vostra, cari futuri mariti, e pertanto andrete sul sicuro chiedendo alla migliore amica informazioni su grandezza e qualità della pietra, tipo di oro, colore e misura. Soprattutto misura. È impossibile andar lì con un metro a chiedere l’anulare, tanto quanto non è il caso di far sparire un anello dal portagioielli senza una giustificazione adatta. In questo caso, per l’appunto, vale la regola dell’amica che ha la taglia delle dita simile – tanto, anche solo una volta, un anello in prestito è stato sempre dato.

Andiamo alla pietra. Qui parliamo di gusti, e dipende tutto dalla personalità della vostra fidanzata. L’idea che “più è grossa, più è bella” è stata ampiamente superata – sebbene ancora molte ragazze rabbrividiscono davanti a pietre inferiori agli otto millimetri di diametro. Si assiste, da qualche anno, a questo ritorno alla semplicità, ai gioielli che sì, ci sono, ma che devono rimanere discreti, poggiati candidamente sugli anulari come fossero una seconda pelle. E poi, all’opposto, c’è chi si procura un tunnel carpale per il peso a cui viene costretto l’anulare sinistro sotto una pietra di dimensioni lunari. Ancora: chiedete alle amiche. Le amiche sanno qual è l’anello giusto. Sanno indicarvi la grandezza della pietra, del diamante, dello zaffiro. Sanno indicarvi anche il prezzo giusto. Qual è?

Non c’è. Non nel senso che non c’è un prezzo giusto: non c’è proprio prezzo. Preparate un chilo e mezzo di cambiali e lasciatele sul bancone della gioielleria, firmate e senza costo. Non ci provate nemmeno ad abboccare alle offerte di Groupon “anello con elementi di Swaroski”, a meno che non state cercando una scusa per essere lasciati. Il periodo di sconti non esiste. Il tetto massimo non esiste. Tiffany, ad esempio, esiste. Così come anche i solitari. E se pensate che la vostra ragazza sia il tipo che basta un anello di cipolla del McDonald e un sorriso da George Clooney, no belli miei, non funziona così. Provate la differenza di sguardo fra “ho un anello da duecento euro con una pietrina bianca e qualche diamantino ai lati” e “il mio ragazzo ha venduto un rene per questo anello d’oro bianco con gemma blu infinito carati”. Renderla felice o abbracciare la crisi? La scelta è vostra.

Nb: se non si accontenta dell’anello di cipolla e davvero fa pressioni per conoscere il saldo della vostra carta di credito dopo l’acquisto, scappate.

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