Come dividere una casa per due? </br> Ecco classico e moderno in una sola abitazione

Come dividere una casa per due?
Ecco classico e moderno in una sola abitazione

Il progetto dell’architetto Laura Randazzo che ha trasformato una vecchia abitazione in due comodi appartamenti.

Questa settimana abbiamo incontrato Laura Randazzo, giovane architetto palermitano. Laura ci ha mostrato come un immobile risalente ai primi del ‘900, e in molte parti fatiscente, sia pienamente recuperabile grazie al tocco di un architetto che ne progetta la ristrutturazione e l’arredamento. Un unico appartamento è stato predisposto per essere diviso in due parti, nel pieno rispetto della struttura originaria e delle esigenze dei committenti. Nel raccontarci il suo progetto, l’architetto non si è limitato a fredde informazioni tecniche ma ci ha suggerito un metodo di lavoro.

 

c1Il primo approccio viene dal concetto di casa. “Che sia un monolocale, un appartamento o una villa di lusso – dice Laura –, la casa è quel luogo in cui ci si sente a proprio agio, al sicuro, protetti. È il luogo dove una famiglia cresce e si sviluppa, dove vengono vissute gioie e dolori”. Il secondo passo è capire le intenzioni di chi vivrà in quella casa. “Ho sempre ritenuto un privilegio la possibilità di trasformare delle semplici mura una casa – continua l’architetto –, per questo è tanto importante comprendere le necessità e il modo di sentire del proprio committente”.

 

 

c3Nell’appartamento è stato creato un ambiente che fa da ingresso alle due abitazioni, il resto è predisposto per la divisione in due appartamenti indipendenti. “La Casa F.-C. è per me uno degli esempi più espliciti di come ogni abitazione sia diversa a secondo di chi l’andrà ad abitare – aggiunge Laura –. Un unico appartamento che è diventato due case: quella della madre e quella del figlio. Ancora unite ma forse un giorno separate”.

Inquilini diversi, interni adeguati, così l’appartamento è stato strutturato per rispondere alle esigenze e ai gusti di chi vi abita. La casa della madre (F.) è più classica, sono state ristrutturate le volte e un affresco nel living studio. La parte del figlio (C.) ha una parete rossa curva e una parete attrezzata parallela che dà privacy all’ambiente dello studio, ma senza chiuderlo. “Casa F. è più raccolta e riservata, mentre casa C. è più aperta e dinamica – ci spiega Laura –. Nella progettazione ho seguito le inclinazioni dei futuri residenti, ma anche le potenzialità dell’immobile. La costruzione risale ai primi del novecento e ha pareti in tufo e tetti a volta, infissi in legno, graniglia e maioliche. Tutti elementi che fortemente la identificano”.

 

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L’altra sfida era quella di assecondare la struttura già esistente, sfruttandone al meglio ogni caratteristica. “Dove le volte non erano più recuperabili – aggiunge ancora l’architetto – il soffitto di legno originario è stato ripreso e pulito, lasciando a vista gli inserti delle orditure delle volte e il tufo originario, opportunamente trattato. La graniglia è stata recuperata realizzando un tappeto nella cucina di casa F. che è un equilibrato mix di classico e moderno. Mentre le maioliche recuperate sono state inserite in nicchie che conservano la memoria dell’immobile”.

 

 

 

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Ma non finisce qui, anche l’arredamento e l’interno sono stati oggetto di studio. “Gli arredi sono stati parte integrante del progetto per sfruttare al meglio gli spazi – commenta Laura –. Ecco così la scala-contenitore e la grande parete attrezzata che dà riservatezza allo studio senza però chiudere gli spazi”. La Casa F.-C. è un chiaro esempio di come anche una vecchia e antica struttura, nelle mani di un bravo architetto, può diventare la casa accogliente che abbiamo sempre desiderato.

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