Cocktail con Gianfranco Sciacca </br> “Terra Acqua” storia e passione

Cocktail con Gianfranco Sciacca
“Terra Acqua” storia e passione

Un drink che racchiude in un bicchiere l’esperienza e l’estro di un bartender appassionato.

PALERMO – Oggi non si parla semplicemente di un cocktail ma se ne racconta la storia e la realizzazione insieme al giovane e dinamico barman Gianfranco Sciacca. Una ricetta che rispecchia la natura che ci circonda, la cultura e la passione travolgente di un bartender dedito al proprio lavoro, il cocktail di cui visto per parlare è il “Terra Acqua”.

Il bartender palermitano Gianfranco Sciacca.

Il bartender palermitano Gianfranco Sciacca.

Il cocktail nasce da uno studio avanzato di due elementi botanici trattati in maniera quasi sperimentale. “L’idea – racconta Gianfranco Sciacca – parte dall’esigenza di voler trasmettere al mio ospite più emozioni possibili così da condurlo lontano da quel semplice bicchiere, fargli vivere un’esperienza sensoriale fuori da ogni logica tra profumi, sapori e storie che lo porteranno in un mondo magico fatto di natura”.

Dal territorio al bicchiere. “Molte volte – continua il barman – vedo tanta gente che passeggia per le montagne, impegnata in tante attività tranne in quella più importante, attenzionare il territorio che li circonda e captare tutti i profumi che madre natura ci offre, io ho cercato di mettere tutto questo in un bicchiere. il drink nasce per emozionare, penso che oggi giorno tutti dovremmo vivere di emozioni, io lo faccio ed è una cosa fantastica”.

Pianta Vascolare Pinopside: albero sempre verde, alto da 30 a 50 metri.  Periodo balsamico: Luglio –  Agosto. Sapore: astringente – aromatico. Principi attivi: olio essenziale, proantocianidoli, acidi di terpenici, tannini. Tossicità e controindicazioni: nessune. Proprietà ed indicazioni dell’infuso: antiemorroidario, flebite e vene varicose, flebo tonico, insufficienza circolatoria e venosa, tosse, tossi convulse e pertossi, tossifugo colesterolo.

Pianta Vascolare Pinopside: albero sempre verde, alto da 30 a 50 metri.
Periodo balsamico: Luglio – Agosto. Sapore: astringente – aromatico. Tossicità e controindicazioni: nessune. Proprietà ed indicazioni dell’infuso: antiemorroidario, flebite e vene varicose, flebo tonico, insufficienza circolatoria e venosa, tosse, tossi convulse e pertossi, tossifugo colesterolo.

Ricetta del cocktail “Terra Acqua”. Ingredienti: 4 cl di Gin (London Dry); 2 cl Bitter Marendry (bitter all’amarena); 1,5 gr Marmellata di lamponi rossi; 0,5 cl sciroppo di miele fermentato; 2 cl di Infuso di pianta vascolare con cellula dotata di nucleo, nello specifico Pinopside (cipresso campestre) con adattamento di acidi diteapenici tannici. Colmare: velluto di Cicosteira Barbara (Alga Bruna) alla prima fotosintesi.

Cocktail Terra Acqua di Gianfranco Sciacca.

Cocktail Terra Acqua di Gianfranco Sciacca.

Le origini del Gin. “La storia dei grandi distillati – racconta Gianfranco – è sempre avvolta da un alone di leggenda. Quella del Gin nasce in Olanda, dal farmacista Sylvius Franciscus che nel XVII secolo sperimentò un rimedio per i disturbi di stomaco e dei reni, usando alcol di grano e bacche di ginepro: nacque così il Jenever, che più tardi diventerà Gin”. Il rimedio si diffuse anche in Gran Bretagna, tanto che si sviluppò fino a perdere le caratteristiche di medicamento. “Gli Inglesi – continua – posero in infusione direttamente le bacche con coriandolo, scorza di arancia e altri vegetali per arrotondarne il profumo ed il sapore. Fu così che nacque il gin Inglese, diverso dal suo genitore Olandese: il London dry gin”.

La Cycosteira Barbata. Appartiene al Regno Vegetale ed alla divisione delle alghe brune.La capacità di fotosintesi delle alghe brune permette il loro attecchimento e quindi la loro sopravvivenza anche a quote di profondità superiori a quelle delle cugine alghe verdi.

La Cycosteira Barbata. Appartiene al Regno Vegetale ed alla divisione delle alghe brune.La capacità di fotosintesi delle alghe brune permette il loro attecchimento e quindi la loro sopravvivenza anche a quote di profondità superiori a quelle delle cugine alghe verdi.

Cosa apporta il miele al cocktail. Il miele fermentato non è nient’altro che un miele raccolto umido portato appunto ad un processo di fermentazione controllato. La fermentazione è diversa a seconda del tipo di miele, di cui bisogna avere una certa conoscenza, e cambia in base ai seguenti fattori: nettare o melata, concentrazione e trasformazione enzimatica zuccherina del nettare. “Il miele fermentato in miscelazione – spiega Gianfranco – dona qualcosa in più, texur ad esempio o, in base al tipo di miele, affumicatura, sentore di terra, sentori erbacei o di fiori”.

Processo di infusione a caldo.

Processo di infusione a caldo.

Approccio al bicchiere. “Quello che troviamo all’olfatto – spiega Gianfranco Sciacca – è un gran profumo di natura che sicuramente inebrierà la nostra mente di ricordi ed emotività, al palato il cocktail si presenta molto beverino ma decisamente complesso, mille sapori che si racchiudono in un solo gusto, terra bagnata la prima sensazione portata dal miele fermentato, amplificato dall’infuso di cipresso campestre che va a dare anche quel gran sentore di resina al quale il nostro palato non è assolutamente abituato, il tutto fortificato con del gin e reso beverino dal nostro fantastico Bitter Marendry (bitter all’amarena) che, associato alla marmellata di lamponi freschi, porta una nota amaricante e fruttata  allo stesso tempo. Infine abbiamo creato un velluto di Cycosteira Barbata che porta alla nostra creazione un sentore di salsedine ricco di mediterraneo con tutte le sue sfaccettature”.

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