Cinquanta sfumature di nero </br> Recensione del film: Hot or Not?

Cinquanta sfumature di nero
Recensione del film: Hot or Not?

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In sala il secondo capitolo della saga. Kim Basinger new entry nel cast.

Anastasia sta iniziando la sua nuova vita senza Christian ma con un lavoro in un’importante casa editrice di Seattle. Il distacco per il miliardario non è sopportabile tanto da spingerlo a modificare i termini del contratto e ad abbandonare le pratiche che si intrattengono nella temuta stanza rossa, nonostante qualche incursione voluta da Anastasia.

Il ballo in maschera

Il ballo in maschera

La loro “relazione vaniglia” però è minacciata da una presenza del passato di Chris, Leila, un’ex sottomessa in preda a una crisi depressiva che non si spiega perché Anastasia sia riuscita ad ottenere quello che coloro che l’hanno preceduta hanno sempre desiderato e che cerca per questo di eliminarla. Ma non è la sola. Compare infatti la famigerata Mrs Robinson, Elena Lincoln, l’amica della madre adottiva di Grey che in adolescenza gli ha consegnato le chiavi del sadomasochismo e che cerca di allontanare Ana, convinta che non sia abbastanza per il suo allievo. I pericoli sopraggiungono anche dal fronte della ragazza che senza volerlo ha attirato gli sguardi languidi, e non solo, del suo caporedattore.

Giunta al suo secondo capitolo la serie di Cinquanta sfumature, nonostante il cambiamento di regista (James Foley) e sceneggiatore (lo stesso Foley con Niall Leonard), mantiene gli elementi che l’hanno caratterizzata fin dall’inizio ampliando sia la sfera romantica che quella erotica. Mr Grey infatti si decide ad aprire la parte più oscura di sé ad Anastasia raccontandole del suo passato, della natura delle sue cicatrici sul petto e soprattutto dell’origine della sua indole violenta permettendole di comprenderlo e aiutarlo a superare i traumi del passato, impresa in cui neanche la madre adottiva era riuscita e che Mrs Robinson non aveva fatto altro che alimentare.

In ascensore...

In ascensore…

La trama del film a grandi linea è la stessa del romanzo da cui è tratto nonostante manchino i dettagli più hard cedendo il passo al sentimentalismo. La prima scena hot compare dopo circa 20 minuti e dopotutto non è poi così tanto infuocata. Fanno la loro comparsa i sex toys (sfere d’argento e divaricatori medievali) che forse aggiungono un po’ di pepe allo sviluppo, se non fosse che le sequenze non vengono mostrate per intero lasciando trasparire una regia fin troppo pudica rispetto all’argomento trattato e lasciando spazio all’immaginazione dello spettatore. Dalla precarietà della regia dipendono anche parecchie incongruenze tra una scena e l’altra (vedi il completo lingerie che scompare magicamente dal prima al dopo) che creano delle piccole crepe nella trasposizione cinematografica.

Kim Basinger

Kim Basinger

Jamie Dornan e Dakota Johnson appaiono più maturi e consolidati nel ruolo, sebbene l’interpretazione risulti ancora insipida agli occhi dello spettatore più attento. Chissà che giunti al terzo episodio, Cinquanta sfumature di rosso, potremo avere dei personaggi finalmente completi.

Il morale si risolleva nelle brevi apparizioni di Kim Basinger che con sguardo e parole taglienti riveste pienamente il ruolo dell’egocentrica ricca signora annoiata che non vuole cedere il posto tra le sue lenzuola a una ragazzina alle prime armi. Nel botta e risposta tra Elena e Anastasia è evidente il divario d’esperienza tra le due attrici.

Sex Toy

Sex Toy

Tirando le somme Cinquanta sfumature di nero è un film, ancora una volta, per un pubblico dal romanticismo facile che lascia a bocca asciutta chi aspira a vedere qualcosa di più delle natiche dei due protagonisti. Notevole invece il guardaroba di Anastasia, l’unico, tra abiti e completi lingerie di lusso, a fare sospirare di desiderio.

Il finale lascia in sospeso ciò che accadrà nel terzo e ultimo capitolo della saga, perché non tutti i pericoli sono stati fatti fuori dagli agenti segreti di Grey.

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