Che cos’è la celiachia? </br> La parola alla dott.ssa Muffatti

Che cos’è la celiachia?
La parola alla dott.ssa Muffatti

La nostra nutrizionista ci spiega in cosa consiste questo disturbo e quali sono i sintomi.

Sempre più spesso si sente parlare di celiachia. Molte persone infatti soffrono di questo disturbo e le leggende metropolitane sulla celiachia vanno aumentando sempre più. per fare un po’ di chiarezza ne abbiamo parlato con la dottoressa Sabrina Muffatti.

“La celiachia è un’intolleranza permanente alla gliadina, contenuta nel glutine, un insieme di proteine a loro volta contenute nel frumento, nell’orzo, nella segale, nel farro e in altri cereali minori. La celiachia rende tossici  nei soggetti affetti o predisposti, tutti gli alimenti derivati dai suddetti cereali o contenenti glutine in seguito a contaminazione – ha spiegato la nutrizionista – l’intolleranza al glutine viene contrastata dall’organismo con la produzione di anticorpi che, a loro volta, danneggiano la mucosa intestinale causando una riduzione della capacità di assorbimento dell’intestino”.

La dottoressa Sabrina Muffatti.

Come tutte le patologie ha dei sintomi: scopriamo quali.

“La manifestazione classica della celiachia è una sindrome di malassorbimento: dolori addominali, diarrea cronica, calo ponderale, astenia e spesso si ha spesso anche anemia, scarsa mineralizzazione ossea e dolori scheletrici, manifestazioni cutanee e alterazioni endocrine come amenorrea, sterilità ed impotenza – ha continuato – capire se una persona sia affetta da celiachia è al giorno d’oggi piuttosto semplice: essendo una malattia autoimmune comporta necessariamente la secrezione di alcuni anticorpi facilmente rilevabili con un esame del sangue. Se l’esito è positivo, si procede poi a confermare tramite biopsia duodenale”.

Gli ultimi anni hanno visto una crescita esponenziale nell’ attenzione riservata alla celiachia, sia da parte della comunità scientifica che da parte dei singoli utenti e dei media.

“La popolazione infatti è sempre più aggiornata e informata, sebbene sussistano alcune importanti lacune che dovrebbero essere carattere di dibattito e che andrebbero chiarite onde evitare la diffusione di informazioni errate. La disponibilità di mezzi e metodologie diagnostiche è sempre maggiore, i test, grazie alla sovrapponibilità degli stessi, sono sempre più specifici e sempre più sensibili. Arrivare a diagnosi è ormai cosa da poco: anche i casi più complessi arrivano, in tempi più o meno brevi, a corretta diagnosi di celiachia se trattati con le dovute attenzioni e soprattutto se trattati in maniera olistica, ovvero guardando “al grande insieme delle cose” piuttosto che al singolo sintomo o alla singola patologia riscontrata”.

Cosa bisogna fare in caso di celiachia?

“L’unico trattamento possibile per la celiachia è una dieta appropriata, priva di glutine – ha concluso – che permette di ridurre ed eventualmente eliminare i sintomi e di ricostituire i tessuti intestinali. Seguire una dieta priva di glutine implica un forte impegno di educazione alimentare”.

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