Cattivissimo me 3, la recensione </br> New entries su note anni ‘80

Cattivissimo me 3, la recensione
New entries su note anni ‘80

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Con un nuovo supercattivo e un fratello gemello Gru saprà decidere da che parte stare?

Gru, Lucy, Margo, Edith e Agnes sono diventati una famiglia nonostante qualche difficoltà: Lucy infatti fa di tutto per trasformarsi in una vera mamma per le bambine mentre cerca insieme a Gru di mantenere il suo status di agente segreto dell’AVL. In città infatti imperversa un nuovo supercattivo, Balthazar Bratt, ex bambino prodigio della tv messo da parte dal mondo dorato di Hollywood e rimasto ancorato agli anni ’80 (le sue armi letali sono yoyo, Big Bubble e cubi di Rubik). Nonostante gli enormi sforzi di Gru, Balthazar riesce sempre a farla franca. A causa di questi continui insuccessi la nuova direttrice della Lega Anticattivi, Valerie Da Vinci, caccia senza troppi rimorsi Gru e Lucy.

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Intanto anche i Minions, abituati a servire un vero cattivo e delusi dalla normalità assunta da Gru, si ribellano e lo abbandonano. La serie di sfortunati eventi però viene interrotta da una scoperta incredibile: Gru ha un fratello gemello, Dru, del tutto identico a lui tranne che per la folta chioma bionda e per il suo accento dell’est Europa.

Partiti alla volta di Freedonia, Gru verrà a conoscenza anche dei suoi nobili e malvagi natali. Il crimine infatti è nel suo DNA e suo padre, appena scomparso, era uno dei supercattivi più temibili di tutti i tempi. Dru, inetto al crimine e desideroso di imparare dal fratello più esperto, riuscirà a risvegliare la vena cattiva di Gru?

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Prodotto da Chris Meledandri e diretto da Pierre Coffin e Kyle Balda, il terzo capitolo del franchise Cattivissimo me mantiene stile e ritmo pressoché invariati rendendolo un porto sicuro ma anche uno spettacolo ormai trito e ritrito. Ad aggravare la situazione c’è anche l’idea del supercattivo di turno che nelle sue vesti nonsense ispirate agli anni ’80 si rivela un personaggio che non ha una vera ragione di esistere. A suo vantaggio ha però una colonna sonora dedicata che chi ha vissuto quel periodo musicale non potrà non amare cantando e ballando sulle note di Bad di Michael Jackson, Take on me degli A-Ha e Into the Groove di Madonna. Inoltre l’esiguo spazio riservato stavolta ai Minions riduce notevolmente le occasioni comiche (basti pensare alla sequenza in carcere) a cui rimedia di tanto in tanto la dolce ingenuità di Agnes.

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Ma ricordiamoci, e questa è una parziale giustificazione, che il target a cui si rivolge il film è prevalentemente composto da bambini nonostante strizzi l’occhio agli accompagnatori più grandi con tematiche quali le dinamiche interpersonali delle famiglie allargate e la presa di coscienza delle responsabilità da assumere quando si vestono i panni del genitore.

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Tirando un po’ le somme, il film risulta sì fiacco e scarso di originalità e inventiva ma la dance music anni ’80, la hit estiva Yo contigo, Tù conmigo di Alvaro Soler sui titoli di coda, i siparietti comici di Minions & co e il doppiaggio italiano di Max Giusti, Arisa con la new entry Paolo Ruffini ne risollevano leggermente le sorti.

Rimane comunque riservato a un pubblico under 13.

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