“Il Cacciatore” a Cannes </br> Stefano Lodovichi si racconta

“Il Cacciatore” a Cannes
Stefano Lodovichi si racconta

La nuova serie di Rai Due è candidata al nuovo festival Canneseries.

Classe 1983, di origini toscane, Stefano Lodovichi è il giovanissimo regista e sceneggiatore delle prime sei puntate della serie televisiva Il Cacciatore che sta andando in onda in queste settimane il mercoledì in prima serata su Rai Due. La serie, che ha per protagonista Francesco Montanari, rappresenterà l’Italia al primo festival dedicato alle serie internazionali “Canneseries”. Si tratta di una serie tratta dal libro Il cacciatore di mafiosi di Alfonso Sabella ispirato alla sua reale vita che, da magistrato, lo ha visto protagonista di una delle pagine più cruente della lotta tra lo Stato e la mafia siciliana nei primi anni Novanta.

 

 

Ideata da Marcello Izzo, Silvia Ebreul e Alfonso Sabella e scritta da Marcello Izzo, Silvia Ebreul, Fabio Paladini, Marzio Paoltroni e Stefano Lodovichi, la serie Il Cacciatore ha due registi differenti: le prime sei puntate sono state dirette da Lodovichi, mentre le ultime sei da Davide Marengo. “La scelta di scrivere una serie tratta dal libro di Alfonso Sabella, nasce dalla mente creativa dei due head writers, Marcello Izzo e Silvia Ebreul – racconta il regista Lodovichi -. Poi è stato il turno del nostro produttore, Rosario Rinaldo della Cross Productions che ha creduto in questa storia e ha deciso di chiamarmi per entrare nello sviluppo. Ho potuto così mettere la mia esperienza al servizio della scrittura in qualità prima di supervisore artistico dei primi sei episodi, poi di sceneggiatore degli episodi quattro e cinque insieme a Fabio Paladini, e infine di regista ancora una volta dei primi sei episodi”.

 

 

Lodovichi lavora nel mondo del cinema e della televisione ormai dal 2011 quando è stato assistente alla regia di Rolando Colla per il film Giochi d’estate. Negli ultimi anni è stato molto apprezzato per il suo lavoro di regista e, proprio grazie alla serie Il Cacciatore, è approdato a Cannes. “Cannes da sempre è il top, non soltanto per il festival del cinema ma anche per quanto riguarda la pubblicità o il mercato stesso dell’audiovisivo – spiega Lodovichi -. Adesso, con Cannes Series, viene indicato un momento di svolta storico, che implica che la televisione merita di essere trattata come il cinema d’autore. È bello pensare che adesso ce la giocheremo con altri progetti molto importanti o che verremo giudicati dal creatore di The Wire, da una delle sceneggiatrici di Les Revenants o dal compositore di Black Mirror. Essere arrivati a Cannes con Il Cacciatore è un risultato enorme. Non soltanto perché siamo gli unici italiani o perché il lavoro che mi ha tenuto impegnato per l’ultimo anno e mezzo è stato riconosciuto di qualità da un pubblico internazionale ma perché questo gruppo di lavoro in qualche modo è entrato nella storia”.

 

 

Il regista toscano, in attesa di Cannes e di questa svolta storica, sta già lavorando ad un altro progetto cinematografico. “Non sono scaramantico ma non si sa mai quindi possiamo dire che mi sto guardando attorno – confessa il regista -. In questi giorni penso al futuro, lavorativo e personale, a quanto è bella Roma anche con le buche per strada, a cosa indosseremo io e la mia ragazza sul pink carpet a Cannes, ai progetti che mi arrivano da leggere e a quelli che dovrò scrivere e a quello che vorrei fare da grande, tenendo sempre a mente il consiglio del mio amico e agente Nat: divertiti, ora più che mai”.

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