MORE la nuova collezione bridal</br> Dedicata a Franca Donna Florio

MORE la nuova collezione bridal
Dedicata a Franca Donna Florio

La stilista racconta la sua nuova collezione dedicata alla donna siciliana.

MORE presenta la sua bridal collection dedicata ad una donna che è stata definita “unica” dal grande poeta Gabriele D’Annunzio, “divina” dal Kaiser Guglielmo II e regina di Sicilia per molti: Franca Florio. Detta anche Donna Florio, Franca era la moglie di Ignazio Florio che era uno dei più importanti imprenditori siciliani del XX secolo. Si tratta di una donna simbolo dell’emancipazione femminile vista l’importanza del suo ruolo all’interno della famiglia Florio. I l suo stile è stato d’esempio per la belle époque sia siciliana che europea.

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L’abito Divina.

Morena Fanny Raimondo ha deciso di dedicare questa sua nuova collezione di abiti da sposa a questa donna tanto prestigiosa e simbolica per Palermo come per lo stile liberty che ha dominato la scena in quegli anni. Si tratta di una collezione composta da cinque abiti che prendono spunto proprio dall’estrema eleganza e raffinatezza di Franca Florio. Gli abiti prendono il nome da cinque termini che ricordano la figura di Donna Florio: Unica, Divina, Florio, Giulia e Igiea. Il filo conduttore che lega queste creazioni è lo stile floreale del periodo Liberty utilizzato da Ernesto Basile che rivive sui ricami, sulle applicazioni e sulle stampe dei tessuti utilizzati da Morena.

Unica, in cadi di seta e pizzo chantilly bianco, con fiori in pizzo intagliati e applicati a mano, è l’abito che riprende il nome che le dava D’Annunzio. Divina, il nome datole dal Kaiser, è l’abito da sposa in duchesse di seta color champagne, anche questo con applicazioni di fiori in tulle e organza lavorati a mano. Florio è un abito da sposa in satin bianco stampato a motivo floreale “ton sur ton” color champagne, la cui stampa del tessuto, realizzata in esclusiva da MORE, riprende i motivi floreali della carta da parati del Villino Florio. Uno dei luoghi che ha ispirato la stilista e che da pochi mesi ha riaperto le porte a tutti coloro che saranno curiosi di rivivere attraverso le stanze della villa il periodo della belle epoque in cui Palermo era la culla della cultura e dell’arte.
Le linee in tulle e satin interno bianco dell’abito Giulia, nome dell’ultima delle figlie dei Florio, si ispirano ai tagli degli abiti infantili, per voler ricordare l’eterna giovinezza e il romanticismo fanciullesco. Infine Igiea, in tulle e crepe interno bianco con applicazioni irregolari di fiori di organza di seta, trae ispirazione dalla ninfee rappresentate nella sala Basile di villa Igiea.

Morena ha raccontato a noi di Leisi tutti i “dietro le quinte” di questa nuova collezione e ci ha svelato alcune novità per il suo brand MORE.

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L’abito Giulia.

Come mai hai scelto di ispirarti a Franca Florio per questa tua nuova collezione?

“Tutto è nato principalmente per il mio legame con la mia città, Palermo. Il primo imput è stato proprio quello di ritrovare un po’ il mio legame con la città visto che sono rientrata soltanto da un anno. Mentre facevo uno studio approfondito su quello che è stato lo splendore di Palermo , ho notato che lo stile liberty, la belle époque e la famiglia Florio, di cui Franca è stata l’esponente femminile di maggior rilievo, sono stati un’ispirazione quasi naturale. Lo stile liberty con tutti i suoi motivi floreali e la fierezza e forza di Franca Florio non potevano far altro che ispirare la mia nuova linea. Ho voluto rendere questa donna, che veniva definita la regina di Sicilia, più contemporanea perchè oggi si sta un po’ perdendo il valore della femminilità che secondo me lei rappresentava così bene”.

In che modo hai scelto di rievocare lo stile liberty attraverso i tuoi abiti?

“Il liberty è sicuramente rievocato nelle linee, nelle silhouette, visto che si tratta di gonne ampie che però rimangono asciutte. L’uso dei materiali leggeri come lo chiffon o il tulle richiamano quelli che erano i tessuti utilizzati in quel periodo. Inoltre ho cercato di dare un tocco contemporaneo agli abiti utilizzando un tessuto stampato che non è facile trovare nei vestiti da sposa. In particolare è inserito nell’abito Florio che ha delle linee molto asciutte, ma è fatto con un futen in cui sono stampati i motivi floreali che si possono ritrovare proprio all’interno del villino Florio. I miei artisti di riferimento sono sicuramente Mucha e Basile che sono anche i maggiori maestri del liberty in Italia e in Europa”.

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L’abito Igiea.

Dall’idea di ispirarti a Franca Florio e al liberty alla realizzazione effettiva dei modelli. E’ stato più semplice o più complesso di quello che ti aspettavi da questo passaggio?

“E’ stato un passaggio molto difficile perchè rischiavo di cadere nell’errore di realizzare una collezione datata. Rischiavo di creare abiti-costumi, che si possono trovare nei musei, calcando troppo la mano. Ho voluto, quindi, riscoprire l’allure di quegli anni e di quella donna così sicura di sè, ma creare qualcosa che potesse andare bene per tutte le donne che vogliono apparire al meglio. Ogni donna quando si prepara per un evento importante cerca di mettersi addosso un abito che possa farla sentire sicura di sè. Ecco, questi abiti sono stati creati per loro”.

La collezione Bridal contiene cinque abiti che portano con loro un nome che ricorda Franca Florio. A che tipo di donna suggeriresti ognuno di questi abiti?

“Intanto la sposa che sceglie di vestire MORE nel giorno del proprio matrimonio è già una donna che non si accontenta e che ama essere unica perchè non ha trovato il suo abito nella produzione in serie dei grandi stilisti. I cinque vestiti della collezione sono soltanto delle idee attraverso le quali le mie clienti possono realizzare il loro abito dei sogni. Unica, Divina, Florio, Giulia e Igiea vogliono indicare che tipo di stile ha MORE, quali sono le cuciture e le rifiniture con cui lavoro all’interno del mio atelier. Le donne che vesto sono quelle che si vogliono concedere del tempo, che curano ogni piccolo dettaglio per sentirsi uniche”.

Rispetto all’ispirazione a Franca Florio, hai altri progetti in cantiere?

“Sono una persona che ama cambiare sempre, in un modo o nell’altro. Questo primo anno di ritorno a casa doveva essere dedicato assolutamente a Palermo anche un po’ per riconoscenza e per augurio che questa città riscopra quella bellezza. Diciamo che un nuovo progetto ancora però allo stato embrionale è in relazione all’arte. Sto pensando ad una collezione sempre di abiti da cerimonia con capi stampati con grafiche molto particolari realizzate da Angela Sottile, che, oltre che essere un’artista siciliana molto brava, è anche una delle mie più care amiche. Lei è molto creativa e ha una vena molto surreale che in questo momento, guardando al panorama mondiale della moda, va molto. I tessuti stampati sono utilizzati già da molti stilisti che collaborano con degli artisti per creare delle collezioni originali”.

Pensi che in futuro realizzerai abiti in serie anche tu o rimarrai legata al tuo stile “su misura”?

“Io sono solo all’inizio ed è impensabile creare tanti capi diversi in serie almeno per il momento. Sto realizzando delle capsule collection proprio per far capire qual è il mio stile e cosa le donne possono trovare all’interno del mio atelier. L’idea è quella di riscoprire il lusso di essere unici come anche i brands fanno ogni giorno con le loro clienti top. Spesso un brand fa indossare un abito creato ad hoc ad una celebrity e poi solo in seconda battuta lo si inserisce in collezione e in distribuzione. I brand lo fanno con le vip per questione di strategie di marketing e io mi sono chiesta “perchè non concedere ad ogni donna il lusso di sentirsi unica?”.

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