Botero e “La Pasiòn de Cristo” </br> A Palermo le opere del maestro

Botero e “La Pasiòn de Cristo”
A Palermo le opere del maestro

Unica tappa italiana per la mostra itinerante, occasione per la nostra città.

Sarà visitabile dal 21 marzo al 21 giugno 2015 a Palazzo dei Normanni, Sale Duca di Montalto, la mostra VIA CRUCIS – La pasiòn de Cristo, del maestro  Fernando Botero.

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Foto di Ambra Marchese Ragona.

Una grande occasione per la città di Palermo, per aprirsi alla cultura internazionale, agli eventi in grado di portare turismo, certo, ma soprattutto per accogliere la Bellezza,  l’ unica chiave possibile per intraprendere il percorso di faticosa risalita cui ogni volta deve sottoporsi la nostra terra, vittima spesso del buio causato dai tanti fattori che conosciamo.

La mostra, 27 dipinti ad olio e 34 disegni ad acquerello e matita su carta, conduce il visitatore lungo il percorso che attraversò Cristo fino alla morte, un Cristo che è fortemente caratterizzato dall’umanità ma soprattutto dalla contemporaneità. Come sottolineato dall’ambasciatore colombiano in Italia, Juan Sebastiàn Betancur Escobar, durante la presentazione: “La rappresentazione della sofferenza di Cristo vuole mostrare il legame con la sofferenza del mondo odierno”.  Chi conosce il maestro sa infatti che nel suo percorso di vita non si è mai detto particolarmente religioso pur avendo deciso di affrontare questo tema, peraltro in tempi molto recenti – i dipinti risalgono al 2010/11 – proprio per la forte attualità, e anche perché storicamente la Colombia è un paese molto religioso dove il tema della Semana Santa è particolarmente sentito, dunque per un richiamo alle radici.

A questi tratti illustrati dal Direttore Generale del Museo De Antioquia, Ana Piedad Jaramillo Restrepo, si aggiunge poi l’importante influenza del periodo di studi italiano, condotti da Botero negli anni ’50, su Tiziano, Giotto, Masaccio, Piero Della Francesca, che contribuirono  alla creazione dell’inconfondibile tratto caratteristico del maestro: il volume. “Accusato” di dipingere gente grassa, lo stesso Botero aveva risposto : “Non dipingo gente grassa. Tutto quello che faccio, animali, nature morte, paesaggi, sono sempre volumetrici. Esprimo con particolare interesse il volume, come tanti pittori italiani dei secoli XV e XVI. Poiché l’arte è sempre esagerazione, il mio lavoro è esageratamente volumetrico, tentando di esaltare la sensualità e la plasticità della forma”.

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Foto di Ambra Marchese Ragona.

Ispirazione che sicuramente ha influito anche sull’uso del colore, che investe il visitatore, date anche le dimensioni delle tele. Colori sgargianti e conferenti un realismo che sfiora la terza dimensione. Come nel caso della tela Capo di Cristo, in cui il risultato delle ferite inferte dalla corona di spine sembra quasi uscir fuori dal dipinto. O l’incredibile comunicatività di Gesù e la folla, in cui la solitudine del Cristo tra la gente travolge con immediatezza lo spettatore. La lista potrebbe proseguire, e toccare uno per uno i dipinti ed anche i disegni, ma ci fermiamo qui. Non prima però di aver citato, in tema di attualità, soltanto altre due opere: La via dolorosa, e la Crocifissione. Il perché lo rinviamo al futuro visitatore, possiamo dire però che il gioco dell’apparente anacronismo, basato sull’inserimento di oggetti – orologi, indumenti – e paesaggi, come lo skyline di Crocifissione, è appunto il mezzo tramite il quale le immagini assumono un immediato ritorno alla contemporaneità.

Un progetto, dunque, atteso e accolto dalla cittadinanza con grande entusiasmo. Un’opportunità unica per Palermo, che aveva accolto una mostra del maestro nell’ormai lontano 1988.

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