Biennale d’Arte a Palermo – Video </br> Sgarbi: “Nei musei la nostra storia”

Biennale d’Arte a Palermo – Video
Sgarbi: “Nei musei la nostra storia”

Intervista esclusiva di LeiSi al famoso critico d’arte.

Davanti ad una folta platea di circa 1500 persone, presenti all’interno del cortile di palazzo Sant’Elia, si è dato il via ufficiale alla seconda edizione della Biennale Internazionale d’Arte contemporanea di Palermo. Sandro Serradifalco, direttore della casa editrice EA, creatrice e principale sostegno della manifestazione, che nella sua prima edizione del 2013 è stata ben accolta dal pubblico palermitano e non solo, ha preso per primo la parola: “Oltre alle opere di alcuni tra gli 800 e più partecipanti al concorso, provenienti da oltre 50 paesi del mondo, il palazzo Sant’Elia ospita anche la mostra sul pittore, scultore, illustratore, pubblicitario ed anche architetto, Andrea Sironi, che si configura come ideale completamento di quella tenutasi a Roma per il cinquantennale dalla morte dell’artista, includendo opere inedite”.

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Un’opera di Andrea Sironi

Andrea Sironi, omonimo nipote dell’artista, ha raccontato del rapporto Sironi-Sicilia, un rapporto che prende il via dall’arte siciliana sin dalle sue origini nella scultura greca, passando per i mosaici Normanni della Cappella Palatina: “Lo stile sironiano guarda ai modelli del passato – ha affermato – non per copiarli ma per farne arte moderna” . E’ la linearità dell’arte normanna, in particolare, ad ispirarlo, di una delle opere musive da lui realizzate la mostra ne espone il cartone preparatorio. Un rifarsi all’antico senza mai imitarlo né citarlo.

Vittorio Sgarbi, critico d’arte di fama internazionale e ospite d’onore dalla serata, è intervenuto poi nella sale del piano nobile, dove sono esposte in successione le opere del Sironi e quelle degli artisti in concorso. Lo stesso Sgarbi ha presenziato subito dopo anche alla serata organizzata teatro Politeama, che ha riscosso grande interesse nei palermitani.

 

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Un’opera in concorso

 

L’evento si è aperto sulle note della Crystal music di Filippo Lui ed è proseguito con gli interventi di numerosi ospiti. Tra loro, Paolo Calabrese, presidente del Movimento Internazionale per la Giustizia, che ha posto l’accento sulle concezioni di giustizia, solidarietà, legalità e libertà promosse e garantite dall’arte. L’avvocato Antonio Ticali, sovrintendente della Fondazione Sant’Elia, Estemio Serri curatore della mostra di Mario Sironi a Palazzo Sant’Elia, che ha raccontato del ritorno a Palermo delle opere del Sironi dopo trent’anni, e del valore che l’artista conferiva alla fruizione gratuita dell’arte da parte del popolo. Sandro Serradifalco, editore e direttore artistico della Biennale ha ringraziato gli artisti ed espresso la soddisfazione per la risposta ricevuta dalla città durante il primo appuntamento del pomeriggio, dopo di lui è intervenuto Antonio Purpura, assessore regionale ai Beni Culturali.

 

Infine il momento più atteso dalla platea, quello che ha visto protagonista proprio Sgarbi. Animato tra l’ironico e il polemico, come lo abbiamo conosciuto in questi anni, non ha lesinato critiche e indignazione per la cattiva gestione, o meglio, per la quasi totale assenza di un piano per la cultura in Italia. Dell’esperienza alla Biennale palermitana ha sottolineato “l’importanza dell’investire in luoghi che non siano soltanto musei, come il Politeama, il Loggiato San Bartolomeo, il Real Albergo delle Povere e Palazzo Sant’Elia e della sua gratuità”.

“La bellezza, la natura, la cultura devono essere la risposta alla crisi dell’economia – ha dichiarato Sgarbi – Non si può pretendere di iniziare a lavorare a diciott’anni privi di formazione. La cultura deve garantire il giusto grado d’istruzione per un inserimento nel mondo del lavoro più tardi, ma conquistandosi il posto attraverso il merito garantito dallo studio. Investire nella formazione significa investire nella cultura. E per far sì che i musei possano formare i cittadini bisogna che siano gratuiti. Nei musei c’è la nostra storia”.

“In Italia non c’è alcuna salvaguardia di questa storia, basti pensare che ad Urbino- città di cui Sgarbi è assessore alla Cultura e alla Rivoluzione – gli studenti hanno messo in giro la voce che per non essere bocciati agli esami bisogna non passare mai dal Palazzo Ducale né visitare la casa di Raffaello, così abbiamo migliaia di persone che pur abitando in città non li hanno mai visti. Proporrò un provvedimento  in cui sarà obbligatorio mostrare il biglietto della visita a questi siti prima di un esame”.

L’intervento è proseguito con delle considerazioni sull’immenso patrimonio artistico che non è possibile ammirare, perché chiuso al pubblico. Con un’analisi, abbastanza caustica, dell’arte contemporanea e delle situazioni in cui versa la Biennale di Venezia. Sulla possibilità, ritenuta necessaria, dell’intervento dei privati nella gestione dell’arte contemporanea ed infine sulla constatazione che “l’unica Biennale d’arte contemporanea oggi è quella di Palermo”.

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