Baby Boss, la recensione </br> Animazione per genitori e figli

Baby Boss, la recensione
Animazione per genitori e figli

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Un film divertente ma dai risvolti psicologici adatto non solo a più piccoli ma anche agli over 10.

Tim è figlio unico e la sua vita si svolge tra le coccole dei genitori e le fantastiche avventure che vive grazie alla sua fervida immaginazione. La perfetta routine viene interrotta dall’arrivo di un fratellino, un piccolo boss che monopolizza le attenzioni di mamma e papà.

Tim nutre dei sospetti,non ci sta e, cercando di scoprire il punto debole del piccolo, scopre che in realtà è un agente speciale in missione per la Baby Corp., l’azienda che si occupa dello smistamento dei neonati nelle famiglie di tutto il mondo.

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La Baby Corp. sta attraversando una grande crisi a causa della conquista di una buona porzione del mercato dell’affetto da parte dei cuccioli venduti dalla Puppy Co. L’obiettivo di Baby Boss sarà quello di salvare l’azienda. riconquistando il mercato e avvalendosi dell’aiuto di Tim, interessato affinché il finto bebè ritorni ai suoi affari milionari.

La Dreamworks presenta un film d’animazione rivolto non soltanto a un pubblico di piccoli spettatori ma dalle profonde suggestioni psicologiche capaci di stimolare anche le riflessioni dei genitori. Se infatti i più piccoli si rivedranno nei timori di un bambino alle prese con una nuova realtà e un equilibrio da ristabilire (Tim ha paura di non ricevere lo stesso affetto dai suoi genitori o di affrontare nuove esperienze come usare la bicicletta senza le rotelle laterali), i genitori si rispecchieranno nella stanchezza dei coniugi Templeton di arrivare sani e salvi a fine giornata o individueranno i segnali della polemica incentrata sul calo della natalità.

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Baby Boss vuole quindi spiegare ai figli che le novità si possono e si devono affrontare perché con esse è possibile vivere nuove esperienze e ai genitori a individuare il disagio che può celarsi dietro a piccoli e insignificanti indizi.

Il film è visivamente semplice e attraverso l’animazione mostra le due situazioni vissute da Tim passando repentinamente o gradualmente, a seconda dei casi e del ritmo del racconto, dal reale all’immaginario fantasioso e colorato tanto da creare, almeno inizialmente, il dubbio che i dialoghi con Baby Boss avvengano soltanto nella sua mente.

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Baby Boss, al di là dell’analisi psicologica, è una pellicola tutta da ridere con le battute, le espressioni e i modi di fare da uomo d’affari (completo di abito nero, cravatta, Rolex e contanti da elargire) utilizzati da un apparentemente innocente bebè che approfitta della voce profonda di Alec Baldwin. Uno spettatore più esperto inoltre sorriderà notando anche alcune citazioni cinefile di cui però non vi anticipiamo nulla.

Merito dei tempi comici è anche della regia di Tom McGrath già rodato con la trilogia di Madagascar, I pinguini di Madagascar, Shrek Terzo e Megamind.