Arrivare in forma alla prova costume </br> mangiando in piatti più piccoli

Arrivare in forma alla prova costume
mangiando in piatti più piccoli

Secondo una ricerca, bisogna rivedere le quantità per non rinunciare al gusto.

PALERMO – Aumentano le belle giornate e col l’avvicinamento dell’estate, incombe anche la tanto temuta prova costume. Mettere in mostra il proprio corpo in spiaggia è inevitabile e dopo i chili accumulati in inverno può diventare imbarazzante. Niente paura, la soluzione è semplice: ridurre la dimensione delle stoviglie.

Come arrivare in forma alla prova costume

Arrivare in forma alla prova costume è sempre più difficile. Spesso ci costringiamo ad estenuanti fatiche fisiche in palestra e a diete restrittive, soprattutto se ci accorgiamo “all’ultimo minuto” dell’arrivo dell’estate. Queste soluzioni drastiche, però, possono essere nocive per la nostra salute. È sempre bene pensarci per tempo e dosare sforzi e sacrifici.

Secondo Carol Savage, dietologa nutrizionista per Nestlé Usa, per tenere sotto controllo gli eccessi a tavola “basta fare attenzione alle dimensioni delle stoviglie”. Non è uno scherzo, è solo un modo per raggirare il nostro senso di fame. “Più grande è il piatto – dice Carol Savage -, più siamo portati a riempirlo con razioni abbondanti”.

Gli italiani – e non solo – sono un popolo di golosi, è vero, ma sfido chiunque a rinunciare al piacere di certi piatti. Secondo una ricerca dell’Osservatorio Nestlé-Fondazione  Adi, i piatti preferiti sono la pizza, che si aggiudica il 40% di preferenze, e le lasagne con il 24%.

Sappiamo tutti che è bene seguire una dieta equilibrata che alterni proteine, carboidrati, zuccheri e quant’altro ma per molti la pizza e la pasta sono irrinunciabili. In base ai dati della ricerca Nestlé, l’81% degli esaminati li consuma “pressoché quotidianamente”, mentre per il 25% “rivisitarli in chiave ‘light’ vorrebbe dire snaturarli”.

“È fondamentale un approccio positivo al cibo – dice Giuseppe Fatati, presidente Fondazione Adi e coordinatore scientifico dell’Osservatorio -, che nell’ultimo decennio è stato invece condizionato da allarmismi e mode passeggere”. L’attenzione all’alimentazione, però, non deve mai mancare. “È anche vero – aggiunge Fatati – che abbiamo assistito a un aumento di persone in sovrappeso o obese, che sembra andare in parallelo con l’aumento della quantità di cibo che mettiamo nei piatti. Via libera allora al gusto, ma meglio diminuire le quantità”.

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