La depressione stagionale </br> La psicologa: “Riconoscere i sintomi”

La depressione stagionale
La psicologa: “Riconoscere i sintomi”

Il cambiamento climatico amplifica stanchezza e irritabilità. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Claudia Bongiorno.

Con l’arrivo della primavera, tanto attesa per tutta l’inverno, e con il cambiamento climatico che ne consegue, sembrano amplificarsi il senso di stanchezza, di scarsa forza muscolare e mentale, di sonno e di svogliatezza. Tutto ciò corrisponde a quello che gli esperti definiscono ‘depressione stagionale’. Quanto potrebbe essere preoccupante e quando richiede un intervento specialistico? Ne abbiamo parlato con la dottoressa Claudia Bongiorno, psicologa qualificata.

Quando si può parlare di depressione stagionale e in che modo si distingue da una depressione più radicata?

“La  depressione stagionale è una sindrome abbastanza diffusa, caratterizzata da sintomi di ansia, irritabilità ed astenia collegabili temporalmente ai periodi del cambio stagione, in particolare ai mesi di  ottobre-novembre e marzo-aprile. Si differenzia dalla depressione clinica proprio per la caratteristica della transitorietà; la remissione della sintomatologia, infatti, si accompagna allo stabilizzarsi della nuova stagione”.

In che modo si manifesta la depressione stagionale?

“Si manifesta attraverso uno stato di astenia, apatia, mancanza di energie e, talvolta, anche voglia di reagire, frequente è anche la presenza dell’associazione con ansia e irritabilità. Naturalmente possono essere presenti alcuni o tutti questi sintomi e l’intensità degli stessi può variare da caso a caso anche in base alla predisposizione personale ed alle  condizioni di vita generali di ognuno”.

 Quando è il caso di contattare uno specialista?

“Pur essendo una condizione abbastanza diffusa, la depressione  stagionale può, in soggetti predisposti o particolarmente vulnerabili, assumere caratteristiche fastidiose o anche temporaneamente invalidanti. In questi casi non bisogna esitare a rivolgersi ad uno specialista, in quanto l’intervento può essere anche breve e mirato al sintomo, anche grazie all’uso di colloqui clinici ed integratori naturali particolarmente efficaci. Di contro, se la sintomatologia dovesse  presentare caratteristiche invalidanti quali la difficoltà a svolgere le attività quotidiane, la perdita del desiderio sessuale e forte irritabilità, potrebbe essere la manifestazione di una radice più profonda che non sarebbe corretto sottovalutare. In ogni manifestazione sintomatica, infatti, l’intervento precoce è consigliabile e permette di immaginare una più veloce guarigione”.

Potrebbe avere effetti nel lungo periodo?

“Se non curata adeguatamente, riconoscendone tanto la natura psicofisiologica quanto gli aspetti psicologici  simbolici ed esistenziali, la depressione stagionale può trasformarsi da campanello di allarme di un disagio lieve e transitorio in vera e propria condizione esistenziale, inficiando il normale svolgersi della quotidianità, intaccando l’autostima e contribuendo a crearsi un errato senso di sé della propria esistenza. Al contrario, intervenire tempestivamente può aiutarci a mettere a fuoco le ragioni di un malessere che potrebbe assumere un grande valore esistenziale, aiutandoci a focalizzare la giusta direzione da dare alla propria vita ed alle proprie scelte”.

Cosa può fare chi si accorge che un proprio caro è affetto dalla depressione stagionale? In quali casi bisogna allarmarsi e come può aiutarlo?

“Se un proprio caro è affetto da depressione stagionale è corretto informarlo della natura dei suoi sintomi e di quelli che possono essere i rimedi, senza con questo generare allarmismo ne farlo sentire giudicato. Purtroppo, molto spesso tale sentimento caratterizza chi non ha le energie per svolgere efficacemente i propri compiti, aiutare chi ci sta a cuore a riconoscere i propri sintomi è il primo passo per farlo uscire dal sentimento d’inadeguatezza che può accompagnare chi soffre di tale sindrome”.

Quando si tratta di casi lievi, quali cure e accorgimenti sono necessari?

“Nei casi lievi, può bastare una consulenza con uno specialista  psicoterapeuta che ci aiuti ad inquadrare il problema eliminando falsi allarmismi ma contribuendo a riconoscere eventuali campanelli di allarme, se presenti”.

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