L’altra metà del cielo Harley </br> Quando la passione è donna

L’altra metà del cielo Harley
Quando la passione è donna

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Alla scoperta delle quote rosa del grande marchio motociclistico di Milwaukee.

(Photo Credits: Marco Giachino, Andrea Monteleone. Foto copertina: Marco Giachino)

L’immaginario iconografico femminile targato Harley Davidson è noto anche a coloro che non guidano una due ruote: il fascino vintage delle pin-up anni Cinquanta si divide la scena con le aggressive fotomodelle in pantaloncini corti e camicia annodata che spopolavano a cavallo tra gli Ottanta e i Novanta. Ma le ragazze Harley sono molto più di questo. Lo dimostra l’attenzione che la stessa casa madre ha riservato alle donne con la creazione, all’interno della HOG (Harley Owners Group), delle LOH, le Ladies of Harley. Nel 2001, infatti, oltre il 10% dei nuovi acquirenti di motociclette erano donne. Un trend destinato a crescere nel tempo, infatti il gruppo delle Ladies of Harley che si trova all’interno di ogni Chapter HOG locale ha proprio il compito di invogliare le donne a partecipare attivamente alla vita del club motociclistico, e non solo come accompagnatrici.

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Nel week end del 28-30 aprile, la città di Palermo ha ospitato un evento nazionale HOG, l’11° Ombelico del Mondo, organizzato dal Palermo Chapter Italy, il club HOG ufficiale del capoluogo isolano. Il raduno, che ha visto sfrecciare in città i 250 partecipanti provenienti da tutta Italia in sella alle loro Harley Davidson fiammanti, è stata l’occasione per una interessante incursione nel mondo delle donne harleyste. Un mondo assolutamente variegato e allo stesso tempo assolutamente normale: mogli, fidanzate, mamme, professioniste o casalinghe, giovanissime o più mature, che in questa tre giorni dedicata alla passione Harley sono soltanto: “Ladies”. Tutte hanno una storia e un’esperienza diversa. Abbiamo parlato con alcune di loro che, disponibili e sorridenti, hanno risposto alle nostre domande senza troppi peli sulla lingua.

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Romina dell’Etna Chapter, per esempio, coltiva la passione per le Harley Davidson fin dall’età di 11 anni, anche se la moto è arrivata più tardi, a 30. Abbiamo scelto di iniziare il nostro viaggio tra le Ladies proprio da lei perché Romina è attualmente una delle due uniche Director donna di un Chapter HOG italiano. Le chiediamo come ci si senta a esercitare questa carica in un contesto a così forte predominanza maschile: “In questa situazione, in effetti, ti trovi a essere Director, prima che donna. Alla fine ti trattano come se fossi un uomo, quindi non mi sento diversa. E poi, a detta degli altri, siamo più brave a organizzare”. Anche nei momenti in cui smette i panni da Director, il legame con il suo Fat Bob resta viscerale: “A parte mia figlia, è la mia seconda vita. Mi dà tante soddisfazioni, siamo un’unica cosa”.

Romina Sapienza, Director di Etna Chapter.

Romina Sapienza, Director di Etna Chapter.

Eppure, se da un lato sembra possibile una parità tra i sessi, dall’altro esistono ancora delle zone d’ombra. Caterina del Palermo Chapter, biker Harley da 5 anni, guida una Softail Slim S. Oltre a essere Activities Officer, è un Road Captain, ovvero fa parte della squadra che, durante gli spostamenti su strada, si occupa di garantire la sicurezza, di dare indicazioni ai motociclisti e di bloccare gli incroci per permettere lo scorrere fluido della colonna di Harley. Sebbene molte cariche all’interno dei diversi Direttivi siano ricoperte da donne, in Italia sono ancora poche le Road Captain, un compito che è rimasto quasi esclusivamente appannaggio maschile. Abbiamo chiesto a Caterina se il motivo sia legato allo sforzo – anche fisico – richiesto, ma la sua opinione è diversa: “Secondo me gli uomini non danno molta fiducia alle donne su strada, questa è la verità. In realtà siamo brave come loro, tutte potrebbero farlo. Probabilmente dipende anche dalla sintonia che si crea con gli altri ragazzi del gruppo. È la fiducia da parte dell’Head Road Captain che ti porta ad avere l’incarico”. E alle donne che, da “zavorrine”, sognano di diventare biker dà un consiglio: “Dovete credere in voi stesse, perché tutte abbiamo le stesse capacità: chi guida una bicicletta, guida anche una motocicletta, semplice!”.

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Caterina Fusco, Activities e Road Captain Palermo Chapter.

Manuela del Torino Chapter in passato è stata una “zavorrina”, anche se l’idea di guidare le è sempre piaciuta. Grazie al suo compagno, appassionato di Harley Davidson, si è avvicinata a questo mondo e, appena ha potuto permetterselo, nel 2009, ha acquistato la sua prima moto: “Quando ho comprato la prima Harley, è stata la svolta! Sinceramente non tornerei indietro. È come il primo amore, non si scorda mai. Era un 1200, leggero, maneggevole: è quella con cui prendi confidenza. Ora da un anno ho uno Street Bob, che per i viaggi lunghi è sicuramente più confortevole. Negli ultimi mesi ho anche cambiato colore, quindi adesso è proprio la moto dei miei sogni. Purtroppo nel mio Chapter siamo in poche a guidare, e la cosa mi dispiace molto. Sicuramente è più faticoso ma, appena provi, lo star dietro ti viene stretto. Tutte mi dicono che il paesaggio, come lo si vede da zavorrine non lo si vede da guidatori, ma non è assolutamente vero. C’è tutto un piacere speciale. Nel mondo Harley anche il viaggio per andare a un raduno fa parte del raduno, è un’emozione in sé. Perché il concetto di base è quello di stare insieme, condividere una passione comune e vedere dei posti che sicuramente da solo non avresti visto”.

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Manuela Dazza, Torino Chapter.

Arianna del Savona Chapter, invece, ha sempre avuto le idee ben chiare. Guida da 4 anni e la sua passione è sempre stata targata Harley. Ha iniziato a guidare su uno Sportster, adesso è orgogliosa proprietaria di una Slim S. “Guidare una Harley per una donna è un po’ più faticoso che per un uomo, però è uno spettacolo! A una ragazza che sogna di guidare, ma non osa ancora farlo, sicuramente direi: smetti di fare il pacchetto, magari compra la più piccolina per iniziare e guida! Anche se uno prende le facciate, non fa niente: risali e guidi!”.

Arianna del Savona Chapter.

Arianna del Savona Chapter.

C’è chi cavalca la passione da anni e chi invece ha da poco realizzato il proprio sogno, come Valentina del Mediolanum Chapter, che guida la sua Sporster SuperLow da appena 9 mesi. “Prima non ero nemmeno nel mondo delle motociclette… solo macchina e motorino! Un po’ ho tergiversato, aspettando il momento giusto, ma quando ho preso la patente, sapevo già che il mondo Harley era quello che mi affascinava di più. Ogni volta che ne passava una, restavo lì a guardarla, mi piaceva proprio! E poi noi donne siamo mediamente più brave alla guida, perché siamo più disciplinate degli uomini. Le ragazze dovrebbero iniziare a non avere paura: è facile, si può fare. Basta guardarsi intorno: ormai di donne in moto ce ne sono tante, e sempre di più. Ma soprattutto una donna non deve farsi condizionare, né dagli altri uomini né dal proprio compagno. A volte sento dire: siamo in due, cosa la prendo a fare? Ma essere sulla propria moto, andare in giro da sole, sentire il vento, vedere dove vai, è tutta un’altra cosa”.

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