Alfio Scuderi direttore artistico delle Orestiadi </br> “Contaminazione artistica è una risorsa”

Alfio Scuderi direttore artistico delle Orestiadi
“Contaminazione artistica è una risorsa”

Il regista e curatore di eventi palermitano porta esperienza e innovazione al Festival di Gibellina.

PALERMO – Il dott. Calogero Pumilia, presidente della Fondazione Orestiadi, ha nominato il regista Alfio Scuderi direttore artistico del Festival delle Orestiadi di Gibellina per il triennio 2018-2020. Scuderi ha diretto il Palermo Teatro Festival, ha fondato il Nuovo Montevergini, ha curato diverse edizioni del Festino di Santa Rosalia e la riapertura, nel 2010, dello storico teatro Ambra Jovinelli di Roma.

Alfio Scuderi fa tesoro delle sue esperienze precedenti per prepararsi alla nuova direzione. “Chiaramente – afferma – ogni volta che si comincia una nuova avventura creativa ci si porta appresso un po’ delle esperienze precedenti, il bagaglio professionale è sempre una risorsa importante per non dire fondamentale. Io credo che l’esperienza svolta al Montevergini di Palermo, nel rapporto con la nuova drammaturgia siciliana, con i nuovi linguaggi e con i giovani artisti mi possa tornare utile”. Scuderi, inoltre, si è già dichiarato orgoglioso e stimolato dell’eredità ricevuta dai suoi predecessori.

Nuove sfide per una tradizione drammaturgica già affermata da tempo. “Ovviamente – commenta Scuderi – le Orestiadi hanno già un’identità abbastanza delineata quindi sarà comunque opportuno partire da quella per disegnare il nuovo progetto, per immaginare un programma che provi a mischiare la mia visione del contemporaneo con la storia di quel festival e di quei luoghi. Spero di riuscire ad essere originale e vivace. Di non ripetermi e di portare anche un po’ di pubblico nuovo, diverso dal solito”.

La “contaminazione” alla base del lavoro del nuovo direttore artistico. “Chi mi conosce – racconta Scuderi – sa che sono uno molto curioso, che non mi piacciono i recinti, le barriere, gli stereotipi. Mi piace mischiare: mischiare i linguaggi, gli artisti, il pubblico. Il mio obiettivo è stato sempre questo, provare a mettere insieme generazioni e tipologie di artisti e conseguentemente di pubblico, spettatori che magari non sempre si sono incontrati nello stesso luogo, che non sempre hanno condiviso scelte, spazi, idee”.

Foto Mimmo Palladino.

Scuderi mira a far sentire a casa il suo pubblico. “Questo per me sarebbe un grande successo – dichiara-, vedere persone ‘diverse’ che s’incontrano a Gibellina perché incuriosite dall’offerta culturale e dalla sua originalità. Giovani e meno giovani, teatranti e musicanti, borghesi e rivoluzionari…Un po’ il Nuovo Montevergini è stato così, chi arrivava lì si sentiva a casa sua e questo per me è molto importante, fa stare bene gli artisti e condividere la creazione con il pubblico”.

Non solo teatro, il nuovo programma offrirà anche eventi sul territorio. “Proverò, compatibilmente con il budget a disposizione – conclude Scuderi -, ad inventarmi anche alcuni eventi costruiti nello spazio, per il Festival,  eventi che provino a raccontare l’unicità di quei luoghi, i linguaggi del contemporaneo attraverso la cultura del Mediterraneo”.

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